Il numero estivo del periodico "American Jail" propone in copertina e in un lungo articolo interno la posizione di Michael Hennessey, ufficiale della polizia di San Francisco, in materia di politica sulla droga.
"Questa drug war é stata invincibile fin dal primo momento, sprecando montagne di soldi e con effetti negativi che hanno colpito solo le minoranze", si legge nel pezzo in questione.
Secondo lo sceriffo, mettendo milioni di persone inutilmente in galera, le leggi antidroga hanno reso molto pesante il problema carcerario: la ratio rispetto alla popolazione é addirittura piú alta negli Usa che in Sud Africa.
"Le ragioni di tale disastro sono tutte politiche: per essere rieletti, i nostri politici hanno puntato tutto sulla forza e sulla repressione, resuscitando il clima della proibizione sull'alcool degli anni '20." Suggerendo l'aumento dei fondi per educazione e trattamento, Hennessey sostiene che la decriminalizzazione dei consumatori non porta inevitabilmente ad un aumento dell'uso di sostanze illegali.
"La storia finora ha dimostrato che é il proibizionismo a produrre illegalitá, attirando le persone a sperimentare droghe ed a commettere azioni illegali per ricavarne enormi profitti." Ken Kerle, direttore della rivista, maggiore pubblicazione nazionale sul sitema carcerario, si aspetta numerose lettere sul merito dell'articolo, comprese considerazioni d'ogni tipo sul suo autore. Ma il poliziotto Hennessey non si preoccupa piú di tanto: "Non m'interessa diventare giornalista, non si guadagna abbastanza...."