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Conferenza droga
Parrella Bernardo - 19 ottobre 1993
ULTIME DAGLI USA.

Medical marijuana, needle-exchange programs, fallimento della repressione in Sudamerica: questi i temi di recenti eventi in tema di droga negli Usa. Soprattutto, ci si aspetta un imminente cambiamento di strategia , con il lancio del nuovo programma presidenziale anti-droga.

Il New York Times dell'11 ottobre scorso ha dato ampio risalto al caso di Mildred Kaitz, la nonna ottantenne arrestata a Monticello (New York State) per coltivazione di una decina di piantine di cannabis. Apparsa in tribunale senza difensore lo scorso 21 settembre, Mildred ha dichiarato di coltivare marijuana per il proprio figlio, Barton, 49 anni, da tempo malato di sclerosi multipla: la cannabis é l'unica sostanza che riesce a fargli condurre una vita soddisfacente. Negli ultimi anni la salute dell'uomo si é progressivamente deteriorata, perdendo l'uso delle gambe e dimagrendo di 17 kili nell'ultimo anno e mezzo. Vivendo con l'assegno statale di $ 527 mensili ed ormai senza lavoro, é costretto a dipendere interamente da amici e parenti. Dopo aver provato inutilmente molte medicine, due anni fa Barton scoprí che dopo aver fumato un joint si sentiva meglio, aveva voglia di mangiare e riusciva a muoversi con meno dolore. "Una madre non puó guardare il proprio figlio soffrire senza far niente", ha dichiarato M

ildred ai giornalisti. Ha cosí subito deciso di comprare la sostanza al mercato nero, ma dopo alcuni piccoli acquisti ha dovuto rinunciare: troppo cara! Unica soluzione é stata quella di usare il proprio giardino per far crescere una manciata di piantine, ad esclusivo uso del figlio malato. Nel quartiere tutti conoscevano la storia, ma la polizia ha agito in base ad una spiata e il giudice é stato costretto a fissare l'udienza, risoltasi poi con l'archiviazione. Ma la notizia é girata nella zona, finendo anche sul New York Times e ripronenedo la necessitá di una rapida revisione del programma di medical marijuana, chiuso dall'amministrazione Bush nel marzo del 1992.

Proprio quest'ultimo punto é stato posto con forza da un'editoriale del Chicago Tribune nelle scorse settimane, ripreso poi integralmente dal San Francisco Examiner dell'11 ottobre. Sotto il titolo "Just inhale and say yes", Clinton viene preso di mira affinché decida quanto prima sulla questione in modo positivo. Citando i rapporti di medici e giudici federali sui benefici usi della cannabis come medicina per molte malattie, in particolare per malati di cancro ed AIDS, l'editoriale cosí termina: "Le passate amministrazioni hanno considerato qualunque legalizzazione dell'uso medico come anticamera per l'uso ricreazionale della cannabis, il che é stupido. Circa l'80% degli Americani sostiene l'uso terapeutico di marijuana, mentre pochi ne sostengono la piena legalizzazione. Se la gente riesce a vedere l'erroneitá dell'attuale politica, il presidente non dovrebbe chiuder gli occhi." E qualche ora fa una serie di notizie in merito sono state diffuse dalla NORML California. Innanzitutto, Byron Stamate, 74 anni,

é stato condannato ieri a nove mesi di reclusione per aver coltivato alcune piantine di cannabis fornendole alla convivente Shiley Dorsey, 56 anni, affetta da cronici dolori alla schiena. Il caso, accaduto a Placerville, California qualche tempo fa, era balzato sulle cronache nazionali perché la donna si era suicidata pochi giorni dopo l'arresto di Byron, per non essere costretta a testimoniare pubblicamente contro di lui. Pur se é previsto l'appello contro la sentenza, la polizia californiana ha anche requisito la proprietá dell'uomo e sta tentando di sequestrare anche quel che gli rimane di liquido ($ 177.000). Prassi questa tipica in casi anche di semplice sospetto per droga, che ha portato a grossi scandali ed omicidi, e che é al centro delle iniziative politiche del movimento anti-proibizionista. Decidendo di continuare fino in fondo la sua battaglia legale, Byron ha dichiarato: "Voglio farlo non solo per me, ma per difendere i diritti di ogni persona libera." Mentre a San Diego un giudice ha archiviat

o le accuse contro Sam Skipper, 39 anni, da tempo sieropositivo, per coltivazione di marijuana per uso medico personale, altri casi di raid ed arresti per cannabis terapeutica vengono segnalati in altre localitá californiane. Nelle contee di El Dorado, Marin e Santa Cruz tre diversi (e localmente noti) malati di artrite, AIDS e epilessia sono stati denunciati per spaccio e detenzione di sostanze illegali, dopo ovviamente aver assistito alla distruzione delle proprie piante. Questo accade dopo che nelle stesse contee sono state approvarte diverse risoluzioni che sostengono ed approvano l'uso terapeutico della cannabis.

C'é da ricordare che dallo scorso luglio, con il decesso di Kenny Jenks per AIDS in Florida, sono solo 9 le persone che usufruiscono del programma di marijuana terapeutica negli Usa. La Drug Policy Foundation si é occupata diffusamente della questione nella sua ultima newsletter e di certo se ne riparlrá molto durante la prossima conferenza internazionale della DPF (Washington, 17-20 novembre).

Le pressioni su Clinton, quindi, aumentano, ma finora nessuna novitá in tema di politica anti-droga. Si parla di chiusura delle basi anti-narcos in Sudamerica, come quella peruviana di Santa Lucia che praticamente nulla é riuscita a fare contro i trafficanti di cocaina nonostante un budget complessivo di oltre $ 100 milioni in sei anni. Il New York Times dell'8 ottobre riporta come gli stessi agenti federali premono ora per un'immediata chiusura della base, ritenendo che "...la drug war é cambiata cosí tanto che abbiamo bisogno di una nuova strategia".

Intanto, lo stesso quotidiano (11 ottobre) ha pubblicato un editoriale di supporto ai needle-exchange, citando l'ampio studio presentato recentemente dalla University of California che dimostra come tali iniziative riducano di un terzo il numero dei casi di HIV ed AIDS tra tossicodipendenti. Con il titolo "The Case for Clean Needle", il pezzo illustra i dettagli dello studio e conclude "...di certo é ora piú ragionevole espandere il numero e la portata di tali programmi e modificare quella legge che rende difficile ai tossicodipendenti comprare siringhe pulite in farmacia. Il rischio di danni appare minimo, mentre la possibilitá di rallentare la diffusione dell'AIDS sembra molto alta." Tuttavia, in 11 Stati é ancora vietato possedere siringhe senza ricetta medica e il Governatore Wilson ha recentemente posto per la seconda volta il veto ai needle-exchange programs in California. Joycelyn Elders, recentemente nominata Surgeon General da Clinton, si é dichiarata contraria al veto, pur non volendo commentare uf

ficialmente la decisione del Governatore. "Oltre ad educatori e medici, anche i leader ecclesiastici devono andare per le strade a combattere la diffusione dell'AIDS. Nessuno puó starsene sul pulpito a fare moralismi." ha dichiarato la Elders. E subito dopo ha "spinto medici ed educatori a lavorare sul Governatore", secondo quanto riporta il San Francisco Chronicle (10 ottobre), nel resoconto della sua visita a San Mateo, poche miglia a sud di San Francisco. Nota per le sue iniziative ed idee progressiste (distribuzione di preservativi nelle scuole, supporto al medical marijuana) la Elders ha infine aggiunto che presto prenderá posizione anche sui needle-exchange programs.

Infine, L'AIDS Prevention Network ha annunciato ieri che uno di tali scambi-siringhe ad Oakland é stato bloccato dalla polizia, con arresti, denunce e sequestri di migliaia di siringhe, mentre per stasera é prevista una riunione degli attivisti locali a San Francisco per organizzare azioni di protesta contro il veto di Wilson.

Comunque, solo una nuova strategia complessiva puó modificare il panorama della politica sulla droga. USA Today (4 ottobre) ha annunciato l'imminente varo del programma presidenziale, dopo l'ampio giro di consultazioni avuto nelle scorse settimane dallo "zar antidroga" Lee Brown. Si prevede lo stanziamento di maggiori fondi per educazione, prevenzione e trattamento anziché repressione: il National Security Council ha raccomandato un taglio di $1.1 miliardi di dollari per le campagne anti-spaccio e di eradicazione. Citando il fallimento delle iniziative Usa in Suamerica, il giornale conclude riportando l'opinione di John Conveys, deputato democratico del Michigan: "Chiaramente tutto quello che abbiamo fatto negli scorsi anni non ha funzionato".

A quando il cambiamento?

 
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