Ho conosciuto Massimiliano solo online, incrociando i suoi testi in conferenza droga fin dall'estate 1992. Abbiamo scambiato messaggi, notizie e commenti di vario tipo, e parlato qualche volta al telefono. Avremmo dovuto vederci al Congresso CORA di Bologna, novembre 92, ma un contrattempo dell'ultimo momento non l'aveva fatto muovere da Roma. Al congresso radicale dell'Ergife non era venuto, perché "i radicali non mi sono molto simpatici". Mi aveva parlato delle sue collaborazioni con il Gruppo Antiproibizionista al Comune (o forse alla Provincia?) di Roma, criticandone la mancanza d'iniziative concrete. Anche con Agorá non era certo tenero: "é la direzione centrale a bloccare lo sviluppo del sistema, poco facendo per stimolare il flusso informativo." Non avevamo mai discusso direttamente delle sue esperienze di tossicodipenza, metadone, carcere e nemmeno del suo AIDS; ma il tutto aveva scelto di esprimerlo lucidamente e regolarmente su Agora'. Ed era un antiproibizionista convinto, da sempre, proprio sulla base delle sue esperienze personali.
Cosi scriveva nel suo primo intervento, 24 Maggio 1990:
*A proposito di Droga....
Premessa la mia simpatia per Voi e le idee che portate avanti,una cosa va' detta. Che la droga fa male! Ma non e' una battuta (....). Ma si! Diciamolo che il Metadone NON E' una terapia di recupero, che e' un guinzaglio per cani! E che il mio cane e' piu' libero di me.....! Dover dipendere da uno sciroppo o da un'ago....bhe! Per me e' uguale....IO non voglio dipendre!! Questo e' il punto. Tutti si preoccupano di trovarti un ciucciotto mentale, o materiale. Nessuno si preoccupa di tagliare il cordone, nessuno si ricorda. Mio caro proibizionista, hai ragione quando dici, la droga fa male! Ma la socita' quanto male fa' in nome della giusta causa?? Avete mai chiesto a un ragazzo, Tu ne vorresti uscire?? Vi risponde: ''...e dove vado??'' Non ci sono le strutture, per una seria, terapia di recupero della persona. Perche' ogni tossico e' prima di tutto un'individuo, e per tale ha esigenze diverse nel particolare da quelle di Tizio, di Caio e di tanti altri....tutti con lo stesso problema, tutti differenti. Pero' i
o spero che cambiera'....che li faremo cambiare. Se non altro ,perche' ci hanno cambiato loro.....e non mi piace come mi hanno ''sistemato''*.
Aspre, motivate e precise le critiche alla Jervolino-Vassalli:
*Si potra' dire che un tossico che guida e' piu' pericoloso di uno che e' lucido. Bella scoperta!!! Ce lo doveva dire la Jervolino!! Per esperienza personale (la patente mi e' stata revocata per 5 anni!!) quando mi tolsero la patente, io guidavo ugualmente, mi drogavo ugualmente, e ugualmente non serviva a un cazzo! Questo per dire che le misure restrittive, di questo e di altro tipo non servono a dissuadere chi in quel dato momento sceglie di drogarsi. La molla ch fa' scattare la voglia di smettere e' diversa per ognuno di noi. Ma nel contempo simile. Ovvero, solo una riflessione costruttiva dell'individuo puo' innescarla. (...) Facciamogliele trovare queste strutture! Facciamo in modo che domani si possa entrare in 24 magari 48 ore, ma che siano in grado di supportare anche il problema dei dipendenti da metadone.* Mano a mano i suoi testi erano diventati denunce, segnalazioni di discriminazioni e repressioni carcerarie, di non-applicazione della legge sui SAT o di allucinanti situazioni ospedalierie pe
r malati di AIDS, amici che non ci sono piu', e cosi' via. Riprendeva notizie stampa spesso dimenticate, riportava testi di legge, sentenze, fatti di prima mano. Relazionando sempre il tutto con esperienze personali, eventi di vita reale, concretezze quotidiane.
Nel marzo di quest'anno scriveva: *.....Solo che al posto degli anziani il terreno di sfruttamento sono i tossicici. Negli ambienti piu' disparati, da Torino a Palermo dal futuro all'inferno, parlando con le persone piu' imprevedibili, mi succede di sentirmi comunicare (con il tono di chi ti annuncia che si e' cambiato l'auto ma che anche il compreso sussiego che solo i cialtroni sanno assumere quando dicono "io sono profondamente credente" oppure "Io,da buon marxista..."): "Lo sai che sto aprendo un centro per il recupero dei tosssicodipendenti. No? Si, con -(si distrae..)- i contributi non ci sono problemi, tu capisci. Poi i soldi arrivano da soli. Ti piacera'. Sai, una cosa ben fatta, alla grande, con tutti i crismi". E sono gente di ogni risma e provenienza, "fuori" dallo specifico, fraterni di potenti o loro reggimoccolo, professionisti, imprenditori del catering, gente che ha fatto i soldi con l'editoria, gestori di discoteche, inventori di vini o carte di credito "diverse" o come si dice oggi "alterna
tive", autosanti carismatici e rasputini accattoni. Ora io non so se i miei amici di baretto abbiano mai messo in piedi un lagher per vecchi. Quello che che vedo - che tutti possono vedere - e' invece la quantita' di furbacchioni (li vogliamo chiamare cosi' ?) che si sono gettati sul mestiere dell'acchiappadrogati. Certo, qualcuno potra' vantarsi di aver avuto l'idea primo.* Attivo ed attento reporter antiproibizionista, Massimiliano pareva conoscere perfettamente i meccanismi della comunicazione elettronica come strumento di crescita e cambiamento concreti. Chiedeva sempre coerenza, maggiore impegno, a se stesso ed agli altri, nel mondo virtuale e perció (credo) nella realtá, In questo eravamo, e siamo, sulla stessa linea.
La comunita' virtuale di Agorá aveva (ed ha) bisogno non di conferenze formali, troppo spesso lontane dal mondo reale, ma di cruda realtá, confronti personali, coinvolgimenti attivi con la vita d'ogni giorno, in ogni parte del mondo. Ne avevamo parlato l'ultima volta al telefono, dicembre 92, concordando sulla necessitá d'insistere con simili testi in Agorá e progettando future collaborazioni online. Poi io ero volato in California, lui era andato lentamente sparendo dalla conf droga, e non rispondeva ai miei messaggi. Ho pensato fosse sfiduciato, deluso dagli agoriani e non ho chiesto spiegazioni.
Quando ho letto quello che sarebbe stato il suo ultimo testo *24 settembre 1993: "Sono appena uscito da un ricovero durato piu' di 2 (due) mesi consecutivi e vi posso assicurare che l'AIDS (quello vero) e lontano mille miglia dalle vostre polemiche. Appena ho un po' di energia vi racconto quello che vissuto"* gli ho prontamente chiesto di spiegarci cosa succedeva in ospedale, perché c'era stato cosi' tanto, Agora' aveva bisogno di sapere: nessun segnale. Non ho insistito, ed ora la notizia della sua morte.
Blair Newman, uno dei membri piu' attivi ed anche piú critici di The WELL, la virtual community californiana di cui ho inserito alcuni testi recentemente in Agora', aveva preannunciato lo scorso anno il suo suicidio fisico rimuovendo definitivamente tutti i testi. Come per ogni comunitá reale, il suo funerale é stato momento centrale per quella virtual community, che ora conta circa 8000 attivi membri sparsi nel mondo. Non essendo prevista su Agorá alcuna cancellazione retrodatata, i 442 testi inseriti da Massimiliano in conf droga dal Maggio 1990 restano memoria storica di enorme valore. Quelle parole sono e saranno li', disponibili a tutti, sc aricabili sui propri computer, come le lettere degi vecchi amici scomparsi. Quei testi sono qui, adesso, testimonianza tangibile del suo preciso, costante, lucido impegno antiproibizionista. Rileggerli con attenzione vuol dire dare concretezza al suo percorso di vita, tragicamente conclusosi; vuol dire dare senso e forma alla crescita reale della "nostra" comunitá v
irtuale, dare corpo alle speranze.
Grazie, Massimiliano, per aver diviso con noi gli ultimi periodi della tua vita. Grazie per aver affidato ad Agorá le tue idee, le energie e la passione per la trasformazione. Grazie anche per critiche, divergenze e diversita' d'opinioni.
Noi agoriani ti ringraziamo. E ce la metteremo tutta per ripagare la tua fiducia, non temere. Un abbraccio. (bp)