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Conferenza droga
Terni Laura - 27 novembre 1993
Non sapevo della tua morte, amico mio.
Mi mancherai.

Questo e` il testamento che tu mi affidasti anni fa.

Con immensa tristezza e con amore lo rendo pubblico perche` me lo hai chiesto tu, allora.

Tua amica Laura

scritto il 18-07-90 da Massimiliano Fiorenzi.

Della mia morte e del mio morire.

Sicuramente il mio morire è molto diverso dal vostro.

Per questo io vi spiego il mio morire. Sull'enuttabilità della mia morte non v'é dubbio alcuno. Sul modo, si, perché per uno strano e perverso gioco della mente, io sfuggirò alla mia fine, non quella ultima, ma per il modo in cui io morrò. Se dovessi attendere la mia morte in letto d'ospedale o foss'anche di casa, non sfuggirei al mio destino di morire per causa del virus che mi stà consumando il corpo e la mente, giorno dopo giorno. Per questo motivo , il mio morire sarà diverso "nel modo".

Ho predisposto quelli che sono le disposizioni al fine di esser certo che il mio corpo sia cremato e che le mie ceneri siano sparse al vento. Così che io possa viaggiare nell'eternità del tempo, e all'unisono esser tuttuno con la materia che mi circonda, e di cui farò parte quando le mie cenerì cominceranno il loro ciclo.

Riguardo al modo, bé questa é più una mia convinzione, che altro. Ma in ogni caso ho deciso che la mia eutanasia, sarà un modo per non morire consumato da questo virus, che io rispetto, poiché é qualcosa di micidialmente perfetto. Una vera macchina da guerra che una volta attivata non lascia via di fuga all'avversario, e che al contempo non può esser espulsa, fino al compimento della sua missione.Tanto di cappello all'Hiv!!!

Se io morissi per mano del virus o di una sua concausa, sarebbe come dire che mi fossi arreso a lui. E io non mi voglio arrendere prorio a nessuno! Ma se io interrompo la mia vita,prima, che il virus compia la sua missione di morte,per quanto paradossale sia, io vinco sull'aids.

Vinco perché non muoio vittima del virus, ma bensì , di una mia scelta ,ponderata, sofferta , ma sempre una mia scelta! Un mio morire. Non subisco la morte.La cerco, le vado in contro la affronto e solo allora mi rendo domo al vincitore.

Questo pensiero mi dà la forza di sopravvivere, nella certezza che fino all'ultimo istante della mia vita la battaglia tra me e il virus non é conclusa,anzi. E proprio nel momento in cui io morrò per mia scelta che io vinco sul virus! Vinco nel metodo, nel modo. So che a chiunque altro queste parole possono sembrare assurde, ma vi assicuro che se foste voi nella mia stessa condizione vi accorgereste che l'unica via, quando più vie non ci sono, è la beffa!!

Vi amo fratelli della morte, in essa io mi perpetuo in voi.

 
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