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Conferenza droga
Radio Radicale Roberto - 3 dicembre 1993
In merito all'intervsita a Don Oreste Benzi pubblicata oggi dal "Mattino" di Napoli, e riportata poco fa, Giovanni Passariello, membro della Segreteria nazionale del CORA, ha scritto al direttore del quotidiano napoletano le lettera che inserisco qui di seguito.
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Alla cortese attenzione del Direttore

Dott. SERGIO ZAVOLI

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Roma, 3 dicembre 1993

Gentile Direttore,

in merito alla intervista a Don Oreste Benzi pubblicata dal Suo giornale in data odierna, ritengo utile intervenire con alcune precisazioni.

Al contrario di quanto sostenuto da Don Benzi, il referendum del 18 aprile non ha "abolito la legge Jervolino-Vassalli" sulla droga e non ha lasciato alcun "vuoto legislativo". Sono state infatti abrogate solo quelle parti che prevedevano sanzioni penali nei confronti dei consumatori di droghe illegali e che limitavano l'autonomia terapeutica dei medici di base. La legge non prevedeva il carcere per i tossicodipendenti »in casi eccezionali , come asserisce il sacerdote riminese, ma in ogni caso di superamento della "dose media giornaliera": un meccanismo assurdo, privo di valore scientifico, contrario ad ogni criterio di certezza del diritto.

E' poi assolutamente falso che il CORA »cerchi consensi per la proposta di liberalizzare il mercato della droga . Abbiamo infatti depositato in Cassazione e stiamo raccogliendo le firme su una proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma della legge sulla droga che mira a ottenere la legalizzazione (cioè l'autorizzazione sotto il controllo della legge) della produzione, del commercio e del consumo delle droghe leggere (cannabis e suoi derivati). La nostra proposta, inoltre, affronta problemi quali l'incentivazione degli interventi di riduzione del danno, il rapporto tra medico di base e servizi pubblici per le tossicodipendenze, una maggiore trasparenza sui finanziamenti concessi ai privati per la lotta alla droga, il ruolo dell'Osservatorio permanente del Ministero dell'interno.

D'altra parte, non è la prima volta che Don Benzi diffonde notizie false. Già lo scorso mese di settembre sostenne, in un pubblico dibattito di cui tutta la stampa diede conto, che il referendum ha reso lecito sia il consumo che il traffico di droghe. Per quelle affermazioni irresponsabili abbiamo provveduto a denunciare il sacerdote alla magistratura: è noto infatti che, mentre l'uso personale di droghe resta comunque punito (non più come reato penale ma come illecito amministrativo), il traffico resta tutt'ora un grave reato sanzionato in sede penale.

Sono certo che Lei vorrà pubblicare questa lettera per fornire ai lettori del Suo giornale gli elementi necessari a un'informazione completa e corretta.

RingraziandoLa per la cortese attenzione, La saluto cordialmente.

Giovanni Passariello

della Segreteria nazionale del CORA

 
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