> -Giving In Won't Make Drugs Go Away-(Page 6) By A.M.Rosenthal
Poteva anche intitolarlo: "Ode all'ignoranza".
AR> She wants "studies" to be made of the idea.
Come se non fosse arcirisaputo che qualsiasi studio serio del problema alla fine ha sempre raccomandato una qualche forma di legalizzazione o quantomeno di razionalizzazione del problema.
AR> Maybe her home state of Arkansas and other sensible
AR> Americans will decide instead that her naiveté, at best,
AR> about drug legalization makes her unfit to be chief medical
AR> officer of the United States.
Qui siamo addirittura agli insulti diretti in pubblico, ma se l'autore parla di "naivete'" della Elders che dire della sua totale, completa e assoluta ignoranza del problema? Non lo rende quindi inadatto a scrivere un pezzo sull'argomento?
AR> Morally, legalization is a bottom-line approach to drug abuse:
AR> Fighting drugs is difficult and expensive, we are losing,
AR> so let's give in.
Io penso che ridurre un argomento cosi' complesso e delicato a questi termini sia cosa che non mi aspetterei nemmeno da Umberto Bossi, diro' di piu', nemmeno da Giuliano Ferrara.
AR> Legalization would have brought low-cost heroin, and
AR> probably a couple of million more addicts.
Qui siamo all'assurdo totale: su quali dati il nostro "giornalista" si possa basare per affermare una cosa del genere quando tutta, e ripeto tutta, l'evidenza indica esattamente il contrario, lo lascio immaginare a voi. Io un'idea ce l'avrei.
AR> Crack cocaine: In high school, fewer student are using it.
AR> Crack use is a common cause, and result, of dropping out.
Sul crack: Nel 1972 Edward M. Brecher diceva chiaramente che l'unica ragione per cui gli stimolanti sintetici non erano comuni negli Stati Uniti era che il costo della materia prima per la cocaina in Sud America era talmente basso che non conveniva al
crimine, organizzato e non, produrre stimolanti negli U.S.A.
Evidentemente verso la meta' degli anni ottanta il costo e' salito al punto "critico". Non vedo quindi come si possa negare che il crack e' una conseguenza diretta del mercato proibizionista e che in regime di legalizzazione sparirebbe definitivamente.
E da li' in poi si va di male in peggio, si dice che la riduzione del crimine e' uno scherzo, che le morti in meno potrebbero essere al massimo quelle degli spacciatori, che per la stessa logica si dovrebbero allora legalizzare le rapine.
Si accenna all'alcol in modo cosi' perverso che non potrei descriverlo se non riportandolo per intero, (rileggetevelo un attimo) e si chiude con una battutaccia insultante per la Surgeon General, "incapace di capire tutto cio'".
L'impressione netta e' di quella di una velina da parte di un funzionario minore dell' Amministrazione che sia capitata per lo svolgimento al piu' ignorante fra i colleghi perche' chiunque altro si sarebbe rifiutato solo di svolgerla.
Molto piu' cauto e conciso infatti il pezzo del Washington Post.
Certo che se il livello della discussione sull'argomento negli Stati Uniti rimane a questi livelli sono ben poche le speranze di vedere uno spiraglio di luce in questa buia storia che e' il proibizionismo.
--- MMMR v3.00reg