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Conferenza droga
De Andreis Marco - 2 febbraio 1994
Droga e Salute Pubblica
Dal New York Times di qualche giorno fa si apprende che negli Stati Uniti, nel 1991, 43.536 persone sono morte per incidenti stradali, contro 38.317 vittime di arma da fuoco. Ma mentre le morti da traffico sono diminuite del 10 percento tra il 1985 e il 1991, nello stesso periodo i morti per ferite da arma da fuoco sono aumentati del 14 percento. Come si vede gli ordini di grandezza sono ormai molto simili e non è escluso che tra pochi anni la classifica si inverta. Cosa peraltro già avvenuta in ben sei stati (New York, California, Louisiana, Nevada, Texas, Virginia) e a Washington DC.

A farmi venire in mente questi dati è stata la lettura del memorandum "Le Dimensioni Sanitarie della Guerra alla Droga", scritto dal presidente della Criminal Justice Policy Foundation, Eric E. Sterling, per Joycelyn Elders, Surgeon General degli Stati Uniti. Ma il solito, scontato paragone tra le morti per droga e quelle da traffico qui non c'entra nulla. Né c'entra il fatto che davvero molte delle vittime di armi da fuoco siano da ricondursi al mercato clandestino della droga - come si può leggere, appunto, nel documento di Sterling.

A farmi ricordare quei dati è stato l'assurdo rovesciamento del buon senso e del diritto per cui, in nome della libertà personale, si consente in America il commercio e il possesso di beni - le armi da fuoco - il cui uso eventuale è evidentemente rivolto a nuocere terze persone, mentre si impedisce il commercio e il possesso di altri beni - gli stupefacenti - il cui uso nuoce quasi esclusivamente l'utente stesso. Come se non bastasse questo paradosso, la proibizione delle droghe provoca una serie di altri disastri sanitari, molto ben documentati nel memorandum già citato.

Ma non pare ci sia verso, in America, di provare a sperimentare qualche strada diversa. Una riforma ha da poco reso marginalmente più difficile l'acquisto di armi da fuoco; ma sul fronte delle droghe nulla da fare. Le solenni sconfessioni della Surgeon General che lui stesso ha nominato - rea di aver detto che la legalizzazione delle droghe merita almeno di essere studiata - fa pensare che Clinton non ha alcuna intenzione di spendersi politicamente su questa materia.

Ora, almeno. Forse, se nel 1996 venisse riconfermato, nel secondo e ultimo termine potrebbe provare a...

 
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