Credo che il tema del "rpoibizionismo" dovrebbe essere affrontato anche su una base più ampia.
Mi rendo conto che ci sono enormi difficoltà ad affrontare il tema anche su un'area specifica, come quella della "droga", e che è meglio non disperdere energie.
Ma ci sono due ragioni per cui una prospettiva più estesa mi sembra immportante.
Una è tattica: molte persone che hanno difficoltà psicologica ad accettare con obiettività il problema "droga" capirebbero una visione più generale del problema "proibizionismo".
L'altra è strategica: siamo sommersi di norme e divieti, in gran parte inutili, spesso cretini; questo rovina l'esistenza di tutti, fabbrica corruzione, rende inapplicabili le poche norme che servirebbero davvero ed ostacola un esame serio dei problemi specifici (per esempio la "droga").
Non penso che sia possibile un'antiproibizionismo "totale". Per esempio non si possono autorizzare tutti ad avere mitragliatrici, cannoni e carri armati.
Ma se ci fossero meno norme, prescrizioni e divieti, le poche regole davvero necessarie sarebbero più rispettate - o più facili da far rispettare.
Per non allungare eccessivamente questo testo, segnalo altri commenti sul tema nel testo n. 10164 in conferenza "il fatto del giorno".
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