Genova, 28-29-30 gennaio 1993_____________________________________________________________________
RELAZIONE DEL TESORIERE
Roberto Spagnoli
PREMESSA
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Care Compagne, Cari Compagni,
prima di entrare nel dettaglio delle cifre, permettetemi qualche considerazione. Consideratele come riflessioni del Tesoriere.
La prima considerazione riguarda alcune caratteristiche della nostra organizzazione.
Il CORA è, oggi, la sola organizzazione politica antiproibizionista in Italia, la sola realtà organizzata e operativa che lavora per cambiare la politica sulla droga nel nostro paese in senso antiproibizionista.
Il CORA non partecipa con proprie liste alle competizioni elettorali e non mantiene alcun tipo di legame con alcuna istituzione sia essa pubblica o privata.
Questa situazione, certo, non ci rende la vita facile. D'altra parte rappresenta una garanzia di indipendenza che credo vada mantenuta e rivendicata proprio perché abbiamo saputo onorarla, in tutti questi anni, con i fatti: con gli obiettivi raggiunti e con quelli mancati.
Tradotta nella pratica, questa indipendenza significa che i nostri fondi non derivano da finanziamenti pubblici di alcun tipo, ma - come è scritto nello Statuto - provengono unicamente dalle quote associative degli iscritti e degli aderenti, dai contributi volontari e personali di cittadini raccolti in occasione di manifestazioni politiche o grazie alla vendita di pubblicazioni e di materiale di autofinanziamento.
Ed è questo che ci permette di affermare, in coerenza con il nostro essere associazione del Partito radicale, che i nostri bilanci sono veri e che le cifre in essi riportate sono documentabili.
La seconda considerazione riguarda la figura e il ruolo del Tesoriere.
Il nostro Statuto dedica al Tesoriere poche righe. Egli ha la responsabilità della gestione economica, deve redigere il bilancio e dare conto al Congresso del proprio operato.
Io penso, però, che il Tesoriere del CORA non possa limitarsi a essere un semplice contabile. Oltre ad assolvere questo compito, deve svolgere un ruolo autenticamente "politico" insieme al Segretario ma, beninteso, nella propria specifica funzione.
E anche questo, io credo, è un modo di ribadire il nostro essere associazione radicale.
A questa convinzione ho cercato di conformarmi nell'assolvere al mandato ricevuto dal 4· Congresso, confortato in questo dall'aver trovato in Maurizio Turco la necessaria rispondenza.
IL BILANCIO DEL CORA DAL 1-11-92 AL 31-12-93
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Dagli allegati a questa relazione che sono stati messi a vostra disposizione, potete prendere visione del rendiconto del CORA.
Oltre al rendiconto riferito al periodo che va dal 1/11/1992 al 31/12/1993, ho ritenuto utile mettere a disposizione un prospetto relativo alle prime settimane di questo anno (periodo 1/1/1994 - 27/1/1994), che rende conto delle spese per l'organizzazione del congresso e di altre spese già previste e non differibili.
Il periodo 1/11/1992 - 31/12/1993 si riassume nelle seguenti cifre:
- l'attivo ammonta a un totale di Lire 37.448.611
- il passivo (dovuto per la quasi totalità a debiti nei
confronti di fornitori) ammonta a lire 16.579.124
Vi è poi un avanzo di periodo al 31/12/1993 di 15.702.725 lire, e un avanzo dal periodo precedente di lire 5.166.762.
Il conto dei proventi e delle spese si può così riassumere:
- i proventi ammontano a un totale di 163.480.263 lire
- le spese hanno raggiunto la cifra di 147.777.538 lire
Al 31/12/1993 abbiamo chiuso l'esercizio economico con un avanzo finanziario di 20.869.487 lire.
Io credo che non sia negli scopi di un'organizzazione politica il fine dell'utile economico. Un'organizzazione come il CORA verrebbe meno ai suoi scopi e alle sue ragioni di esistenza se non impegnasse tutte le sue risorse, fino all'ultimo centesimo, in iniziative politiche.
Le ragioni di un avanzo finanziario così consistente, quindi, sono dovute alla decisione presa dal Consiglio Generale del 6/7 novembre 1993 di spostare il congresso a gennaio rispetto alla scadenza naturale, e nella successiva determinazione di tenere il congresso a Genova. Un congresso che fosse politicamente significativo, e che potesse contare su una serie di presenze qualificate.
Personalmente ho appoggiato con convinzione questa decisione. Una decisione che ha messo la Tesoreria nella condizione di dover mettere in preventivo un notevole aumento dei costi per l'organizzazione del congresso rispetto a quanto previsto in un primo momento.
Prima di passare a un'analisi più dettagliata del bilancio, ritengo necessaria una precisazione: è difficile fare un raffronto tra questo bilancio e quello precedente.
Il motivo sta nel fatto che questo si riferisce a un periodo complessivo di 15 mesi, distribuito su tre annate, mentre il precedente bilancio faceva riferimento a un periodo di 19 mesi distribuito su due anni.
Questo sfasamento è dovuto ai rinvii dei due ultimi congressi dovuti alla concomitanza di fattori esterni non dipendenti dalla nostra volontà
PROVENTI
I proventi del CORA sono così suddivisi:
- proventi dovuti a iscrizioni e adesioni (75,76%);
- dovuti a contributi da iniziative e da cittadini (7,17%);
- contributi versati da parlamentari e da consiglieri regionali (16,07%).
Anche nel 1993, quindi, il CORA ha mantenuto fede al dettato statutario, dato che dalle quote degli iscritti e degli aderenti, dai contributi di privati cittadini e dall'autofinanziamento derivano le sue entrate.
Il totale dei proventi, nel periodo 1/11/1992 - 31/12/1993 è stato, come detto, di lire 163.480.263.
Iscrizioni e adesioni
Le entrate dovute a iscrizioni e adesioni riportate nel bilancio per il periodo considerato sono riferite agli anni e sono cosi suddivise:
1992 = 13.781.250 (periodo 1/11/1992 - 31/12/1992)
1993 = 99.717.740 (periodo 1/1/1993 - 31/12/1993)
1994 = 13.345.000 (iscrizioni 1994 raccolte prima del 31/12/1993)
Contributi
I contributi (10.234.950) sono venuti per la maggior parte dalla vendita di materiale di autofinanziamento e delle pubblicazioni che abbiamo prodotto.
Indennità
Per quanto riguarda le indennità versate da parlamentari o dai consiglieri regionali eletti nelle liste antiproibizioniste assommano alla cifra di lire 20.321.000.
SPESE
Ho detto poco fa che un'organizzazione politica come il CORA per adempiere alla propria ragione sociale deve impiegare ogni risorse possibile nelle iniziative necessarie al raggiungimento degli obiettivi stabiliti.
Dunque, il criterio che, in accordo col Segretario, ho seguito per il finanziamento dell'attività, è stato quello di ragionare per iniziative.
Le spese sono state assorbite per la maggior parte dalle iniziative politiche cui il CORA ha dato vita. In esse sono comprese quelle attività editoriali che costituiscono esse stesse un impegno fortemente politico di diffusione di conoscenze e informazioni sul tema droga.
Il 70% delle spese (quasi 105 milioni), infatti, fa riferimento a campagne politiche (referendum, proposte di legge, campagna iscrizioni) centrali nell'attività del CORA e deliberate dal congresso di Bologna o dai successivi consigli generali. Sempre in questo 70% rientrano le iniziative specifiche (come l'organizzazione di convegni e la partecipazione ad alcuni importanti appuntamenti) e alle pubblicazioni che il CORA ha prodotto in questi mesi (dai rapporti dell'Old alla rassegna stampa internazionale ADC).
Va aggiunto che del 30% rimanente (che ammonta a circa 43 milioni), il 7% è assorbito dalle spese per la produzione del materiale di autofinanziamento (e cioè di quel materiale - magliette, spille, adesivi - che si rende comunque necessario in ogni iniziativa pubblica presa nell'ambito di una specifica campagna e che abbiamo constatato essere richiesto dalla gente). Spesa essa stessa comunque finalizzata all'attività politica.
Sempre di questo 30%, quasi 31 milioni sono rappresentati dalle spese per le collaborazioni fisse necessarie a garantire la continuità del lavoro organizzativo e dei contatti, sia interni (p. es. tra segreteria e punti di riferimento) che esterni (tra il CORA e le altre organizzazioni, il mondo politico, i media).
Le spese di struttura rappresentano un cifra estremamente contenuta, ridotta al minimo indispensabile, come è giusto per un'organizzazione che non ha fine di lucro.
Va però considerato che queste spese di struttura non considerano i servizi su cui abbiamo potuto contare grazie al supporto datoci dal Partito radicale, servizi che verranno quantificate in un prossimo futuro e che dovremo quindi affrontare.
Dopo queste premesse, quelle che seguono sono, in dettaglio, le principali voci di spesa.
Servizi comuni
La voce comprende:
le spese relative alla realizzazione di una rassegna stampa quotidiana ad uso interno (2.800.000, pari a 200.000 lire mensili); le spese ordinarie di cancelleria (259.800); le spese di locomozione (870.170);
- le spese per traduzioni (118.519); le spese per oneri di vario tipo (271.950); più altre spese varie per un totale complessivo di lire 4.534.139.
Materiale per autofinanziamento
Come già accennato, per materiale di autofinanziamento si intende qui il materiale non legato a campagne o manifestazioni specifiche (la cui realizzazione è stata compresa nell'ambito delle somme impiegate per ogni particolare iniziativa), ma quel materiale messo a disposizione in generale per tutte le situazioni di presenza del CORA (tavoli, stand, manifestazioni, ecc.). Si tratta sostanzialmente di magliette, adesivi e spillette.
La spesa totale è di lire 3.253.600.
Iniziative specifiche
Sono state tre, per una spesa complessiva di lire 7.846.704 così suddivisa:
* Convegno sull'obbligatorietà del test Aids per i detenuti, deliberato dal Consiglio Generale del dicembre '92.
Il convegno si è svolto regolarmente, entro i termini stabiliti, con la partecipazione di rappresentanti delle principali organizzazioni italiane di lotta all'Aids.
Il costo di lire 3.176.152 è dovuto principalmente alle spese di organizzazione e convocazione e a spese di segreteria (per la sistemazione degli atti).
* Partecipazione alla Conferenza nazionale sulla droga di Palermo.
La spesa è stata di lire 3.870.452 dovuta alla partecipazione della delegazione del CORA e all'organizzazione del tavolo di informazione e documentazione. Nella sua relazione il Segretario rende conto dell'importanza dell'appuntamento e dei risultati conseguiti con la nostra presenza. Per parte mia devo dire che la decisione di essere presenti è stata motivata dall'importanza della manifestazione e dalla sua complessità (si è trattato di tre giorni molto intensi di lavori, articolati in un gran numero di sessioni di lavoro) e quindi dalla necessità nostra di non correre il rischio di lasciare "scoperti" alcuni ambiti. Mi pare opportuno sottolineare che la presenza del CORA non era da considerare per niente scontata, e solo la determinazione di cui abbiamo saputo farci carico ha impedito che la nostra presenza venisse taciuta o sminuita.
* Proposta di "Agenzia comunale sulle tossicodipendenze" rivolta ai Sindaci delle grandi città italiane.
La spesa di lire 800.000 comprende il lavoro organizzativo per i contatti con i Sindaci e due manifestazioni organizzate sul tema, a Napoli (incontro pubblico con i candidati, prima del primo turno elettorale) e a Roma (manifestazione in Campidoglio all'indomani dell'elezione di Francesco Rutelli).
Campagna per il "Sì" al referendum droga
La campagna per il Sì al referendum droga costituisce la maggiore voce di spesa nel bilancio del CORA. I quasi 55 milioni spesi rappresentano, infatti, da soli, quasi 1/3 delle spese complessive.
Essa ha gravato interamente sulle nostre risorse, senza alcun altro contributo, che quello dei cittadini e dei militanti che hanno deciso di sostenere concretamente l'iniziativa con la loro iscrizione e il loro contributo economico. A loro, e solo a loro, va il nostro grazie.
La cifra totale è così ripartita:
* realizzazione e distribuzione volantone e manifesti: 22.349.700
* affitti Hotel Nazionale e Teatro della Cometa (per conferenza stampa e manifestazione di apertura della campagna): 1.840.000
* manifestazioni alla RAI (per diritto all'informazione): 573.900
* consulenza legale (patrocinio in Cassazione): 5.240.000
* collaborazioni: 6.327.000
La cifra comprende inoltre le spese di stampa dei manifesti e dei dépliant per i tre convegni organizzati dal Comitato tecnico-operativo (costituito secondo quanto disposto dalla mozione generale approvata dal 4· congresso), coordinato da Anna Maria Boano, dedicati all'etica professionale nel trattamento delle tossicodipendenze in relazione ai nuovi scenari posti in essere dall'esito del referendum.
I convegni organizzati dal Comitato sono stati tre: il primo (a marzo '93) durante la campagna referendaria, il secondo (a maggio) subito dopo il referendum, il terzo nel mese di luglio in occasione della "festa de noantri" (una festa popolare molto seguita a Roma che da alcuni anni comprende nel programma anche convegni e dibattiti).
Al termine del ciclo di incontri abbiamo provveduto a pubblicare un'ampia sintesi degli atti.
A titolo di informazione si può tenere presente che l'impegno finanziario sostenuto dal CORA per tutta la campagna sul solo referendum droga non ha paragoni, credo, con quello di nessuna altra organizzazione. Basta questo per comprendere lo sforzo che abbiamo compiuto.
Campagna di raccolta firme per le proposte di legge di iniziativa popolare.
Come per il referendum, anche questa nuova, importante iniziativa politica si sta svolgendo in completa solitudine e nel più totale disinteresse da parte degli organi di informazione.
Ciò che fino ad oggi è stato fatto, il numero considerevole di firme già raccolte - stante la situazione cui ho accennato - lo dobbiamo unicamente all'impegno dei militanti dei Club Pannella e a quei singoli cittadini che si sono uniti a noi in questa nuova battaglia e che qui ringrazio.
Al 31/12/1993 la campagna ci è costata lire 16.921.712.
Poco meno della metà della spesa (lire 7.740.000) è rappresentato dalla fiaccolata del 18 dicembre che ha attraversato il centro storico di Roma a conclusione di una giornata di mobilitazione aperta dal convegno "Libertà e droga" che abbiamo tenuto presso la sede del Partito radicale.
Altre spese sono dovute alla stampa dei moduli (lire 3.510.500), realizzazione di adesivi e volantini (lire 2.439.000), all'acquisto di 10.000 copie del libro di Giancarlo Arnao "Cannabis - Uso e abuso" pubblicato da Stampa Alternativa.
ADC e Corafax
A partire dal mese di novembre '93 abbiamo ripreso la pubblicazione della rassegna stampa internazionale "ADC" e della sua sintesi settimanale "Corafax".
Il dettaglio delle spese indica la spesa totale nel periodo di lire 14.059.067 divisa in due parti.
Per "1a serie" si intende l'iniziativa così come l'abbiamo ereditata dalla precedente segreteria e che abbiamo deciso di chiudere la scorsa essendo venute meno le condizioni necessarie al suo proseguimento (nonostante negli ultimi tempi vi fosse stato anche un concorso della Lega Internazionale Antiproibizionista).
Dopo una riconsiderazione generale di tutta l'operazione abbiamo affidato la realizzazione pratica della rassegna stampa all'ADUC che da tempo realizza altri due prodotti analoghi e che quindi offre garanzie di un risultato all'altezza delle aspettative.
ADC e Corafax sono dunque di nuovo disponibili. Abbiamo provveduto alla distribuzione di un certo numero di copie gratuite per promuovere l'iniziativa.
Credo si tratti di strumenti importanti di informazione e documentazione, unici nel loro genere in Italia. Realizzarli ci costa molto e, dunque, l'invito che vi rivolgo è, naturalmente, quello di sottoscrivere e di farvi promotori di abbonamenti.
Pubblicazioni
Nel corso dell'anno abbiamo come sempre prodotto diverse pubblicazioni in collaborazione, come già in passato, con l'editrice Stampa Alternativa: i rapporti dell'Osservatorio delle Leggi sulla Droga, la relazione di minoranza della Commissione Antimafia redatta da Marco Taradash, il saggio sul narcotraffico di Marco De Andreis.
Ho già risposto prima alla critica di chi lamenta una insufficiente produzione di stampati.
Realizzare e spedire le nostre pubblicazioni costa. Nel corso dell'anno abbiamo pubblicato quello che ci è stato possibile sulla base delle risorse economiche che potevamo impiegare. La possibilità di continuare a farlo in futuro e di incrementare la nostra attività editoriale dipende solo dai fondi di cui potremo disporre.
Campagna iscrizioni
Per il 1993, la campagna iscrizioni è costata complessivamente 7.334.100. La spesa è stata assorbita per la maggior parte dalle spese postali e di spedizione.
RENDICONTO 1/1/1994 - 27/1/1994
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Ho ritenuto utile fornire, a completamento del bilancio, un rendiconto di questo primo mese di attività, fino alla vigilia del congresso.
Al 1/1/1994 potevamo disporre di un avanzo di oltre 20 milioni, a cui vanno aggiunti oltre 7 milioni (dovuti a quote di iscrizione e adesione, contributi, autofinanziamento), per un totale di lire 28.250.487.
Le uscite nel periodo sono dovute per più di 2/3 alle spese di organizzazione di questo congresso: 21 milioni dovuti a affitto e allestimento della sala, stampa e affissione dei manifesti, spese di convocazione e alle altre spese così come dettagliate negli allegati che sono stati distribuiti.
A queste vanno aggiunte altre spese già previste e non differibili: lire 3.800.000 per ADC/Corafax, lire 2.200.000 per collaborazioni, lire 3.000.000 per servizi comuni.
Il conto finale ci porta a un disavanzo di lire 1.749.513, il che significa molto semplicemente che, finito questo congresso, non ci resta più una lira.
ANDAMENTO DEL TESSERAMENTO
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Tra gli allegati a questa relazione trovate una serie di analisi sull'andamento del tesseramento nel 1993 sia in assoluto che in rapporto agli anni precedenti.
Non intendo qui dilungarmi. Mi limito a segnalare alla vostra attenzione alcuni elementi che lascio alla vostra riflessione in questi tre giorni di lavoro congressuale.
A)
Il 1993 ha segnato, in assoluto, il massimo del numero degli iscritti: sono stati 1.153, con un aumento di ben 254 unità rispetto al 1992.
Questo dato positivo, tuttavia, non deve far dimenticare il fallimento dell'obiettivo dei 2.000 iscritti entro settanta giorni che ci eravamo dati al congresso di Bologna con la mozione approvata all'unanimità. E va tenuto presente come la cifra di 2.000 iscritti non sia stata raggiunta nel corso dell'intero anno.
L'altro dato negativo riguarda gli aderenti.
Nel 1993 sono stati 515, con un calo di 236 unità rispetto all'anno precedente.
B)
In questi 27 giorni di gennaio sono arrivate esattamente 100 iscrizioni. Se questa tendenza restasse costante arriveremmo a fine anno con 200 iscritti in più rispetto al 1993. In assoluto sarebbe un dato positivo, ma i dati vanno sempre relativizzati: 1.353 iscritti danno una dimensione del CORA ancora insufficiente a sostenere il livello dello scontro che abbiamo messo in campo.
C)
Nel 1992 la quota media di associazione è stata di circa 57.000 lire, sia per gli iscritti che per gli aderenti.
Nel 1993 la quota media e stata di circa 60.000, senza differenza tra iscritti e aderenti.
Per il 1994 i dati aggiornati indicano una quota media di lire 75.000 per gli iscritti e di lire 50.000 per gli aderenti.
Ricapitolando: possiamo notare qualche segnale positivo ma le cifre di cui stiamo parlando non invitano certo all'ottimismo.
L'esperienza ci ha dimostrato che le iscrizioni arrivano in corrispondenza dell'iniziativa politica in mezzo alla gente, quella stessa gente che poi, nei momenti cruciali, ci ha sempre saputo riconoscere. Il programma del 1994 prefigura un anno di forte mobilitazione che sta a noi tradurre in consenso e quindi in iscrizioni.
Ripeto: a noi riflettere se il CORA, così com'è è adatto per affrontare il confronto che abbiamo aperto.
CONCLUSIONI
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Care compagne e cari compagni,
vi ho presento il bilancio economico del CORA con la convinzione che abbiamo fatto tutto il possibile per ben utilizzare le limitate risorse di cui abbiamo potuto disporre. Di certo non abbiamo fatto niente di meno di quanto sentivamo nostro dovere, per assolvere al mandato ricevuto.
Il giudizio ora, come sempre, è rimesso al congresso.
Vorrei però che, a tutti noi, fosse ben chiara una cosa.
Diciamo sempre che la politica costa. E' vero, e noi radicali, noi antiproibizionisti, lo sappiamo forse più di chiunque altro. La nostra politica costa molto. Perché ogni nostra lira è sudata e faticata e possiamo dimostrare da dove proviene.
Ma senza soldi noi non possiamo fare politica, la nostra politica.
Se in questo anno, apparentemente, abbiamo inviato agli iscritti e agli aderenti meno lettere e meno pubblicazioni - una lamentela che qualche volta ci è stata rivolta - è stato proprio perché avevamo pochi soldi. Senza soldi non possiamo produrre nulla.
Ora siamo di nuovo senza soldi.
Quei pochi di cui abbiamo potuto disporre lo scorso anno li abbiamo investiti in quelle iniziative politiche che ci hanno condotto a tenere qui, a Genova, un congresso carico di una forte valenza politica.
Ora sta a questo congresso la responsabilità di fornire idee costruttive e indicazioni praticabili per cambiare la situazione.
Per concludere consentitemi due parole personali, forse un po' retoriche ma sincere.
Vorrei ringraziare tutti coloro che in vari modi mi hanno dato una mano nello svolgere l'incarico di Tesoriere.
In particolare, devo un grazie a Maurizio per la sintonia e l'intesa che lui per primo ha contribuito a creare tra di noi.
Un ringraziamento lo devo poi a Antonella Casu per il ruolo veramente preziosissimo nell'amministrazione del CORA e per la pazienza e la disponibilità che ha dimostrato nei miei confronti.
Così come disponibilità e collaborazione ho avuto dai revisori dei conti - Luigi Donalisio, Mario Birelli e Fausto Forti - che ringrazio.
Infine devo un ringraziamento - credo che tutto il CORA lo debba - al Partito radicale nella persona della sua Segretaria, Emma Bonino. Senza il Pr, senza i servizi che il partito ci ha messo a disposizione, ma soprattutto senza il suo inestimabile patrimonio di idealità e di concretezza, ben difficilmente il CORA avrebbe potuto conseguire quei successi che oggi siamo qui a rivendicare.
Da questo momento io ho in mente solo quanto sta scritto sul fondale alle mie spalle, lo slogan con cui entriamo in congresso, il programma che vi proponiamo per il 1994: legalizzazione delle droghe leggere e distribuzione controllata di eroina.
Come abbiamo scritto nel "postel" di convocazione, che quell'obiettivo si trasformi in fatti concreti dipende solo da noi.
Voglio avere fiducia che tutti noi si esca da questo congresso con la consapevolezza, la volontà e l'energia necessarie ad affrontare i compiti che ci attendono e a mettere a frutto un capitale ideale unico e preziosissimo. Grazie.