______________________________________________________________________Al Presidente della RAI
Dr. CLAUDIO DEMATTE'
Al Direttore generale della RAI
Dr. GIANNI LOCATELLI
e p.c.
Al Garante per la radiodiffusione e l'editoria
Prof. GIUSEPPE SANTANIELLO
Al Presidente della Commissione parlamentare
di vigilanza sulla RAI
On. LUCIANO RADI
Loro Indirizzi
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Roma, 23 marzo 1994
Continua la sistematica esclusione degli antiproibizionisti del CORA operata dal "servizio pubblico" radiotelevisivo. Due esempi di questi ultimi giorni: le trasmissioni televisive "Il coraggio di vivere" del 9 marzo e "Parlato semplice" di mercoledì 23 marzo, si sono occupate di droga e di tossicodipendenza mettendo a confronto proibizionismo e antiproibizionismo. Molto presenti, come sempre, preti, educatori, esperti di vario tipo, ex-tossicodipendenti, rappresentanti di comunità, mamme-coraggio, medici, psicologi, insegnanti. Ancora una volta, come sempre, nessuno ha ritenuto di dover, non dico invitare, ma almeno interpellare un rappresentante del CORA, cioè dell'unica organizzazione politica antiproibizionista italiana.
Ci sembra inutile stare a ripetere tutto quello che il CORA ha prodotto in termini sia di iniziativa politica che di informazione e documentazione: dal referendum sulla legge Jervolino-Vassalli, alle proposte di legge di iniziativa popolare per la riforma della legge sulla droga e della legge sull'Aids; dagli incontri con i ministri della Sanità, di Grazia e giustizia e degli Affari sociali, al congresso del CORA di Genova cui ha partecipato il ministro degli Affari sociali Contri, alla presenza del CORA alla riunione della Commissione ministeriale di indirizzo per gli interventi sulle tossicodipendenze. Solo per dire degli ultimi mesi.
Di tutto questo non è rimasta traccia nei telegiornali, nei radiogiornali, nelle varie trasmissioni di informazione del cosiddetto "servizio pubblico" radiotelevisivo.
Non nutriamo alcuna speranza che ciò non accada più in futuro e dunque non abbiamo alcuna richiesta da rivolgervi. Ci domandiamo solo se avete coscienza del quotidiano scempio di legalità, verità e correttezza professionale che viene compiuto con la sistematica cancellazione di una realtà politica che, vi piaccia o meno, ha saputo creare le condizioni per il mutamento della politica in materia di droga del Governo italiano come riconosciuto dallo stesso ministro Contri alla Conferenza nazionale sulla droga di Palermo del giugno 1993.
Continuare a pensare, come i vostri predecessori, che chiunque abbia diritto a dire la propria fuorché noi può trovare spiegazione solo nella deliberata e arrogante volontà di cancellare la nostra presenza politica e organizzativa: esemplare dimostrazione del nuovo regime partitocratico che avanza.
Maurizio Turco
Segretario nazionale del CORA