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Conferenza droga
Radio Radicale Roberto - 25 maggio 1994
DROGHE: CACOFONIA EUROPEA

Le Monde, 2 maggio 1994

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Una armonizzazione delle politiche di lotta contro la droga in Europa non è per domani. Giovedì 28 aprile, la Corte costituzionale tedesca ha dato ordine ai Länder di revocare i procedimenti contro le persone arrestate in possesso di »piccole quantità di cannabis. La decisione, che tende a unificare le procedure molto diverse delle sedici regioni federate, si lega, visto il peso della Corte nella vita politica tedesca, a una depenalizzazione di fatto del consumo di hashish e marijuana.

Due giorni dopo la prima riunione del nuovo Osservatorio europeo delle droghe a Lisbona, questa ricerca forzata di armonizzazione rivela, rispetto a un Paese, i paradossi, per non dire l'incoerenza, delle politiche di lotta contro la tossicodipendenza in Europa.

Per questo, i Paesi membri del Consiglio d'Europa si sono accordati recentemente per raccomandare un maggiore coordinamento e una migliore cooperazione tra i sistemi penali e i servizi socio-sanitari in ogni Paese. Un voto difficile da esaudire: alcuni fanno differenza tra droghe leggere e droghe pesanti (Irlanda, Spagna, Italia, Paesi Bassi), altri distinguono il livello di pericolosità delle sostanze (Gran Bretagna) e la maggioranza non fa alcuna distinzione (Francia, Belgio, Danimarca, Germania, Grecia, Portogallo, Lussemburgo).

Le infrazioni e la scala delle pene varia considerevolmente da un Paese all'altro, come variano le informazioni sui rischi e i pericoli dei prodotti. In Spagna, dove, contrariamente a una idea diffusa, il consumo di droghe non è depenalizzato - esso non ha mai costituito un reato -, fumare della cannabis in un luogo pubblico è, dal 1991, passibile di sanzioni amministrative.

In Italia, dopo il referendum dell'aprile 1993, l'uso di droghe è depenalizzato, ma restano previste delle sanzioni amministrative. Nei Paesi Bassi, l'uso degli stupefacenti non è incriminato ma l'uso personale resta passibile, secondo i testi di legge, di detenzione da tre mesi (per le droghe leggere) a un anno (per le droghe pesanti). In Gran Bretagna e in Irlanda il semplice uso non è incriminato, salvo quello dell'oppio per il quale i consumatori rischiano quattordici anni di prigione. In Lussemburgo il consumatore solitario rischia da tre mesi a tre anni di prigione e, in gruppo, il consumatore incorre nell'incarcerazione da uno a cinque anni. In Belgio, solo l'uso collettivo è represso, da tre mesi a cinque anni di prigione. In Francia, dove una commissione è stata incaricata dal governo di riflettere sulla questione della depenalizzazione, i semplici consumatori di droghe incorrono in pene da due mesi a un anno di prigione. Di fronte a tali disparità, se dovrà essere elaborato un corpo di regole comun

i, non v'è dubbio che esso punterà sulla repressione del traffico piuttosto che sulla condizione del consumatore.

 
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