di Luca Goldoni - Corriere della Sera/Sette, 16.6.1994, pag.16
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»Anche Garcia Marquez è per la liberalizzazione della droga. Che ne pensa di questa progressiva resa di intellettuali e anche giudici ai principi dell'antiproibizionismo?
Antonia De Marchi (Torino)
Sono stato un sostenitore della linea dura, mi appariva mostruosa l'idea dello Stato dispensatore di eroina, mi illudevo che punizioni come il ritiro del passaporto avrebbero agito da deterrente.
Due anni fa lessi la notizia che un drogato aveva ucciso per procurarsi il denaro necessario a qualche dose. Se la sua allucinazione lo aveva spinto all'omicidio, immaginiamoci quanto lo avrebbe trattenuto la minaccia di perdere il passaporto. Poi mi giunse la lettera sconvolgente di una madre che confessava di prostituirsi per procurare la dose al figlio tossicodipendente: »Non ho perduto la speranza di salvarlo, ma credo che il primo passo sia quello di strapparlo al mondo criminale che lo domina e ha fatto di lui un ladro e uno scippatore. Io per lo meno faccio violenza solo a me stessa . Il colpo di grazia alla mia fede proibizionista lo danno le notizie e le cifre che ci giungono dagli stati uniti: nonostante i cento miliardi di dollari spesi per combattere la droga i consumatori sono aumentati, oltrepassano i venti milioni. La Guerra santa del proibizionismo è persa, ha scritto appunto Marquez. Il suo unico risultato è stato quello di rafforzare la criminalità internazionale che col narcotraffico si pr
ocura facili e vertiginose ricchezze e quindi una sterminata potenza economica con cui corrompere i governi, impadronirsi di intere regioni, finanziare altre attività malavitose.
Ma una conseguente liberalizzazione - cioè la sconcertante possibilità di comprare l'eroina come Alka Seltzer - non spingerà verso la droga coloro che fino ad oggi sono stati trattenuti dall'illegalità di questa scelta? In un'intervista all'»Espresso l'economista premio Nobel Milton Friedman esprime riflessioni tutt'altro che peregrine. »Negli anni Venti l'America ha provato a far la guerra agli alcolici. Un disastro: il proibizionismo moltiplicò i criminali e il numero degli omicidi. Il consumo di alcol diminuì ma esplose il numero di morti per alcolismo. Costretta a rivolgersi al mercato clandestino, la gente si avvelenava con il gin fatto nelle vasche da bagno e altre porcherie prodotte senza alcun controllo . E' quanto accade con il proibizionismo d'oggi: moltiplicazione delle morti per tossici »sporchi e gang nelle strade come ai tempi di Al Capone. Anch'io comincio a credere che la »droga di Stato , pura e a basso prezzo, farebbe diminuire le vittime del mercato clandestino e otterrebbe più risultati
di un milione di carabinieri.
Credo che quando si perde una battaglia, pur combattuta con grande fede, si debba concludere che le armi erano sbagliate e bisogna trovarne altre. Anche se le nuove idee, fino a ieri, ci sembravano inaccettabili.