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Conferenza droga
Radio Radicale Roberto - 9 novembre 1996
DROGA: LIVIA TURCO, NO A LEGALIZZAZIONE DROGHE LEGGERE =

Roma, 8 nov. (Adnkronos) - Legalizzare in Italia le droghe leggere? Giammai, "il Parlamento decida quel che vuole, ma il governo ed io non abbiamo intenzione di dare sostegno ad una legge di questo tipo". A scagliarsi contro l'ipotesi di un provvedimento legislativo che liberalizzerebbe di fatto il consumo di marijuana e hashish è il ministro per la solidarietà sociale, Livia Turco che in un intervista al settimanale del volontariato "Vita" affronta il tema della tossicodipendenza. "La questione della legalizzazione delle droghe leggere - ha detto - c'entra come i cavoli a merenda. Non esiste, a tal riguardo, neppure tra i provvedimenti in programma di questo governo".

Pur affermandosi contraria alla liberalizzazione, la Turco si dice d'accordo con la depenalizzazione delle droghe leggere. "Credo che bisogna chiudere con la repressione perché ha dimostrato di essere fallimentare - ha continuato -. La strategia deve essere dissuasiva dall'uso delle droghe, tutte, dall'alcol al tabacco. Sono convinta, e con me il governo, che bisogna puntare in modo chiaro ed inequivoco alla depenalizzazione delle droghe leggere. Mi colpisce l'aumento vertiginoso del numero di minori in carcere, molti dei quali sono stati arrestati a causa della criminalizzazione delle droghe leggere". (segue)

(Sin/Gs/Adnkronos)

08-NOV-96 14:55

DROGA: LIVIA TURCO, NO A LEGALIZZAZIONE DROGHE LEGGERE (2) =

(Adnkronos) - Livia Turco, infine, annuncia che il governo "ritiene di dover introdurre tra i progetti da finanziare (perché si tratta di una legge che prevede dei fondi per i progetti di prevenzione, di un intervento e recupero della tossicodipendenza), anche quelli per la 'riduzione del danno'. Questi progetti - ha continuato il ministro - si sono rivelati utili per raggiungere quella fascia di tossicodipendenti che non ha scelto di uscire dalla tossicodipendenza, che vive nella clandestinità, che non ha rapporto con i servizi, né con le comunità, ma con quale non possiamo evitare di misurarci".

"Ho sentito dire più volte dai parlamentari del Polo - ha concluso - che le strategie della riduzione del danno comportano una rinuncia alla lotta contro la tossicodipendenza. Il governo non può accettare di cedere su questo punto, non può accettarne la criminalizzazione in senso terapeutico, tanto meno in senso etico".

(Sin/Gs/Adnkronos)

08-NOV-96 14:58

 
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