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Conferenza droga
Radio Radicale Roberto - 26 febbraio 1999
»INTERVFENTO AL CERVELLO GUARISCE I DROGATI
Equipe russa: »Cancelliamo per sempre la tossicodipendenza . I critici: operazione pericolosa

A San Pietroburgo già 112 persone si sono sottoposte all'innovativa e contestata tecnica: »Come togliersi un dente

di Fabrizio Dragosei - Corriere della Sera, 26-2-1999

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MOSCA - Un piccolo intervento al cervello con una sonda grossa come la cannuccia di una biro e passa per sempre il desiderio del »buco . La cura, radicale e definitiva secondo i suoi inventori, potrebbe aiutare migliaia di tossicodipendenti a risolvere il loro drammatico problema, ma ancora non ha ricevuto alcuna sanzione ufficiale da parte dei circoli scientifici internazionali. Si fa a San Pietroburgo, al prestigioso Istituto per il cervello umano, dove assicurano che e' semplice, quasi come togliersi il dente del giudizio. Un'ora e mezzo sotto i ferri in anestesia locale per »bruciare con una punta raffreddata a meno 70 gradi dall'anidride carbonica due minuscoli punti sugli emisferi cerebrali. E il desiderio di assumere droghe pesanti passa. Ma i critici dell'intervento invitano alla cautela e ricordano che si tratta, pur sempre, di una operazione sul cervello, con tutte le sue incognite; e che puo' lasciare al paziente un leggero appiattimento delle reazioni emotive. Niente a che vedere con le consegue

nze della lobotomizzazione, in passato in voga per »curare qualunque sindrome psichiatrica irriducibile, dai criminali irrecuperabili agli schizofrenici. Ma pur sempre un qualcosa a cui eventualmente ricorrere solo in casi particolari.

A San Pietroburgo si sdrammatizza il tutto: »Non facciamo altro che applicare ai drogati una tecnica sperimentata in Occidente su molti pazienti affetti da sindromi diverse , spiega per telefono Sviatoslav Medvedev, 49 anni, direttore dell'Istituto. »Noi ci siamo arrivati occupandoci della cura di coloro che sono colpiti dai cosiddetti "dolori fantomatici", quando, ad esempio, uno perde una gamba ma continua a sentirla dolere in maniera insopportabile , aggiunge. In questi casi gli analgesici non servono a nulla: i pazienti vengono imbottiti di droghe e, inevitabilmente, sviluppano anche una dipendenza a queste droghe. »Intervenendo sul cervello - prosegue Medvedev - questi dolori passano, come sanno i neurochirurghi di tutto il mondo. Noi ci siamo accorti che assieme ai dolori passava anche l'assuefazione agli stupefacenti, tutto qui .

L'Istituto, dunque, ha sviluppato una tecnica per trattare specificamente i tossicodipendenti irrecuperabili. L'intervento e' quasi indolore; l'anestesia serve per l'incisione sulla calotta cranica. Poi si introduce la sonda in un punto predeterminato, dove si trova una parte delle circonvoluzioni cerebrali chiamata »cingulum . Il chirurgo congela e distrugge piccolissime porzioni, al massimo due millimetri cubici di materia cerebrale. »Durante tutto l'intervento facciamo parlare il paziente, per controllare che la sonda non vada a toccare altre parti del cervello , dice ancora Medvedev. La conversazione assume anche toni surreali: »Come si chiama tuo nonno? Che strada hai fatto per venire all'Istituto? Quale squadra ha vinto la coppa di Russia l'anno scorso? . Tutto per tenere d'occhio le funzioni di questo delicatissimo organo.

Fino a oggi sono state operate 112 persone, in parte a San Pietroburgo e in parte a Novokuznetsk, in Siberia, dove la tecnica e' stata applicata da personale specializzatosi all'Istituto. I risultati? »Successo nel 70-80 per cento. Le persone tornano esattamente come erano prima ma non hanno più il desiderio della droga . Medvedev pero' avverte: »Non e' una cura miracolosa. E' chiaro che se un paziente ricomincia a frequentare gli stessi circoli di prima, finira' per bucarsi un giorno o l'altro, se non altro per curiosita'. E allora l'assuefazione ricomincia. L'intervento in se', pero', funziona, esattamente come in Occidente funzionano quelli sui depressi e sugli ossessivi cronici .

 
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