3 aprile 1995Da Bruxelles nuove regole a tutela delle vendite a distanza
L'epoca dei libri, dei gadget spediti a domicilio senza richiesta da parte dei destinatari, delle improvvise visite a casa di addetti alle vendite di un elettrodomestico o di un corso di lingua straniera è finita. Nei giorni scorsi un accordo tra i ministri europei responsabili della politica dei consumatori ha posto le basi per l'approvazione di una direttiva comunitaria che proteggerà i clienti dai tranelli della vendita a distanza.
Il testo che attende ora solamente l'approvazione del Parlamento europeo e l'adozione ufficiale del Consiglio dei ministri, impone al venditore di spedire una informazione completa sul prodotto distribuito a distanza e di fornire conferma scritta del contratto negoziato in precedenza. L'acquirente ha anche un periodo non inferiore a sette giorni per ritrattare e senza dover spegazioni sulla rinuncia all'acquisto. Gli Stati membri dell'Unione europea possono inoltre applicare disposizioni più restrittive in materia.
La direttiva (per la quale si è cercato l'appoggio della Federazione europea per la vendita a distanza) prevede anche che le visite a domicilio per scopi commerciali siano autorizzate dall'acquirente telefonicamente o via fax. Fissa anche l'obbligo di rimborso al cliente delle somme incassate dalle ditte in caso di pagamento anticipato per un contratto non portato a termine o di utilizzo fraudolento di una carta di credito.
I ministri tuttavia non si sono accordati sulla questione della competenza delle istanze giuridiche nel caso di liti transfrontaliere: l'affaire sarà sottoposto al tribunale responsabile per l'impresa che vende a distanza o a quello più vicino al cliente?
Il Commissario europeo incaricato della politica dei consumatori, l'italiana Emma Bonino, ha annunciato che il nodo sarà affrontato in una serie di proposte dell'Esecutivo di Bruxelles sull'accesso dei consumatori alla giustizia. Dopo l'approvazione della legge comunitaria (attesa entro la fine dell'anno), gli Stati membri dell'Unione avranno tre anni per recepirla nelle legislazioni nazionali.