E sui fondi questa volta Campania con le carte in regola
Intervista. Il Commissario UE Emma Bonino denuncia: si rischia una pericolosa fase di stallo - foto di Emma Bonino
Ezo Guardascione
Napoli. Integrazione politica ed economica a parole, in naftalina la vocazione solidaristica, trasformazione del Vecchio continente in una zona di libero scambio. Eccolo il rischio per Emma Bonino, commissario italiano dell'Unione europea da 9 mesi. Dalla lente d'ingrandimento di Bruxelles, mentre si va verso la Conferenza intergovernativa del '96, arrivano immagini poco confortanti: la distanza tra il cittadino e l'Unione sta aumentando, alimentata dalla discussione sulle convergenze economiche indispensabili per la moneta unica, dalla diatriba sull'ampliamento dell'Ue, dai veti incrociati che non permettono scelte politiche.
"Non voliamo alto", ammette la Bonino, "dovremmo ritornare all'interrogativo-appello di Delors: "e se cominciassimo a stabilire che Europa vogliamo"?
Appunto, On.le Bonino, quale Europa?
"Le divisioni all'interno dell'Ue sono evidenti.
Quindici paesi schierati in due blocchi. Del primo fanno parte l'Inghilterra e i paesi nordici, propugnatori di una grande zona di libero scambio, laddove va benissimo l'allargamento dell'Unione a nuovi Stati, senza tenere conto che l'accelerazione del processo comporta dei costi. Del secondo è portavoce la Germania, rilancia la necessità di un'Unione politica che guidi anche l'economia, i cui organismi siano messi in grado di decidere. Un'impostazione convincente che dovrebbe essere anche la linea portata avanti dall'Italia. Poi c'è la Francia. Gioca da battitore libero, soprattutto sulla politica estera continua coi suoi altolà. Queste differenziazioni rischiano di portare l'Unione verso la disgregazione, certamente a una fase di stallo. Mille miglia lontano dal progetto di un'Europa federale, più democratica e più solidale, che ponga al centro del processo d'integrazione il cittadino e non il mercato".
Meglio allora un'Unione europea meno ampia, ma più compatta e che sappia assumere iniziative e decisioni politiche ed economiche?
"Avanzare tutti insieme è importante, mi auguro che si possa andare in questa direzione. senz'altro preferibile però un'Unione europea meno ampia ma realmente integrata sul piano politico, con un progetto comune, che sia in sintonia con i cittadini. Non possiamo alimentare l'idea che una grande potenza economica quale l'Ue possa accettare l'esclusione di intere fasce della popolazione dal benessere economico".
L'Unione e il Mezzogiorno, con le Regioni meridionali sul banco degli imputati...
"Non è una novità che il Sud non abbia saputo approfittare delle opportunità che ci dà la Comunità. Mi sono impegnata negli ultimi mesi per convincere Bruxelles a non tagliare i fondi che si stavano perdendo. Poi ho iniziato un'azione di stimolo sul governo e sugli enti locali perché recepissero il nuovo regolamento, per il nuovo periodo (94/99): il finanziamento non è più legato ai progetti bensì ai programmi presentanti dalle Regioni. Spero che questo lavoro sia servito".
E la Campania?
"Si è attivata con tempestività. Il programma operativo plurifondo ha avuto il via libera. Si apre per la Regione una fase nuova, le risorse per un piano di sviluppo legato al lavoro ci sono".