(di emanuele riccardi)(ansa) - bruxelles, 7 nov - la troika dell'unione europea si rechera' sabato a kigali, in ruanda, e poi a kinshasa, nello zaire, dove visitera' alcuni dei campi profughi dell'est del paese, nei quali oltre un milioni di profughi versano in condizioni drammatiche. lo hanno deciso oggi a bruxelles i ministri responsabili per gli aiuti umanitari dei quindici. parteciperanno alla missione la sottosegretario agli esteri irlandese joan burton, presidente di turno dei quindici, il sottosegretario agli esteri italiano rino serri e il ministro per la cooperazione olandese jan pronk, oltre alla commissaria emma bonino, responsabile per gli aiuti umanitari, e aldo ajello, inviato dell'ue nella regione dei 'grandi laghi'. il viaggio della troika ha un duplice obiettivo. primo, continuare a fare pressione sul consiglio di sicurezza dell'onu, il cui via libera e' necessario per inviare una forza internazionale in modo da garantire la sicurezza dei 'corridoi umanitari' da creare il piu' presto possibile per riuscire a cons
egnare gli aiuti ai profughi. secondo, far capire ai paesi coinvolti nel conflitto che l'europa intende contribuire concretamente a risolvere i problemi, sia quelli immediati sia quelli piu' a lungo termine, dell'area. nella riunione i quindici hanno inoltre espresso il loro appoggio unanime a quanto richiesto dai paesi africani al vertice di nairobi, cioe' l'invio di una forza neutrale. emma bonino ha riassunto in questi termini la situazione: ''siamo pronti ad intervenire: c'e' tutto sul posto, e possiamo iniziare domattina. ma non siamo in grado di farlo, perche' ci hanno proibito l'accesso. percio' abbiamo deciso di lanciare un appello urgente all'onu. le organizzazioni umanitarie non possono trasformarsi in martiri o in ostaggi dei combattenti ed accettare di essere di nuovo saccheggiati, com'e' successo in questi ultimi giorni''. incontrando i giornalisti serri ha illustrato i dettagli della proposta italiana, cioe' di inviare una forza di 'controllo' dei corridoi umanitari, probabilmente di circa 1.00
0-1.500 uomini, invece dei circa 5mila proposti da francia e spagna. ''penso che una ipotesi di questo tipo - ha detto il sotosegretario agli esteri - possa accellerare una decisione del consiglio di sicurezza e ottenere il consenso dei paesi dell'area'', due elementi indispensabili prima di un qualsiasi intervento. per serri, la forza dovra' avere ''un mandato molto preciso: la protezione dei corridoi, ma nessuna missione, almeno adesso, di 'peace enforcing' o di mantenimento della pace''. il sottosegretario agli esteri ha infine confermato che ''l'italia, se ci sono le condizioni, non potrebbe in principio tirarsi indietro. ma bisognera' studiarlo, anche tecnicamente''.