(ansa) - bruxelles, 7 nov - ''emergenza assoluta: oltre un milione di persone sono in pericolo di morte'': questa frase, senza nessuna ambiguita', e' stata pronunciata oggi a bruxelles da quasi tutti i protagonisti della riunione dei ministri dell'ue dedicata alla situazione in zaire. ma, per il momento, tutto sembra bloccato, perche' si aspetta una risoluzione del consiglio di sicurezza dell'onu che autorizzi l'invio di una forza militare internazionale con l'obiettivo di creare una serie di 'corridoi umanitari' sicuri, indispensabili per far giungere gli aiuti in loco. ''siamo tutti d'accordo sul da farsi - ha detto per esempio la commissaria europea emma bonino, responsabile per gli aiuti umanitari - tutte le domande alle quali dobbiamo rispondere sono chiare: mancano soltanto le risposte''. le ha fatto eco la presidente di turno della riunione, la sottosegretario irlandese joan burton, affermando che il problema numero uno da risolvere ''e' di carattere logistico''. secondo l'inviato speciale dell'ue nei
grandi laghi, aldo ajello, ''il vertice africano di nairobi, chiedendo l'invio sul posto di una forza neutrale, ci ha dato una serie di strumenti. il problema e' la risoluzione dell'onu: soprattutto perche' c'e' accordo su tutti i punti, meno uno, i profughi devono potere scegliere liberamente di tornare a casa'', una ipotesi che il ruanda sembra per i momento non accogliere. ajello e' convinto che in caso di apertura rapida di 'corridoi umanitari' ''900mila profughi tornerebbero a casa senza problemi, ma prima dobbiamo accertarci che il cessate il fuoco, proclamato unilateralmente, venga accettato dalla due parti''. incontrando i giornalisti, il ministro francese per la cooperazione jacques godfrain ha parlato di lentezza nelle decisioni politiche ''perche' non tutti sono convinti della necessita' di una forza militare. quella da noi proposta assieme alla spagna non e' assolutamente una forza 'politica', ma una forza temporanea a carattere esclusivamente umanitario''. secondo il suo collega responsabile pe
r gli aiuti umanitari xavier emmanuelli ''in questi ultimi 10 giorni la comunita' internazionale ha fatto ben poco: se non ci muoveremo rapidamente il problema sara' risolto fra circa un mese, con un milione e mezzo di morti''. francia e spagna propongono l'invio di una forza internazionale di circa 5mila uomini, tra cui mille francesi e circa 800 spagnoli. alcuni paesi europei, come germania e gran bretagna non sembrano caldeggiare l'iniziativa, che secondo parigi e madrid dovrebbe anche coinvolgere gli stati uniti ed alcuni paesi africani dell'oua (organizzazione dell'unita' africana).