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Conferenza Federalismo
Partito Radicale Silvja - 2 settembre 1994
Unione europea

LA SCOSSA

di Stefano Silvestri

Il Sole-24 ore, 2 settembre 1994

L'Italia è stata colta di sorpresa. Si delinea infatti un accordo tra francesi e tedeschi per inserire nell'Unione europea un 'nocciolo duro', costituito attorno a Francia e Germania. L'intesa non è ancora perfetta. Mentre il premier francese, Edouard Balladur, parla di 'geometria variabile' per consentire decisioni più rapide ed efficaci e sembra pensare in primo luogo alla politica estera e di sicurezza comune, Helmut Kohl e i democristiani tedeschi propongono una riforma complessiva dell'Ue che accresca anche i poteri del Parlamento europeo; scontrandosi così con l'ala destra della maggioranza francese. Inoltre essi pensano in primo luogo all'Unione economica e monetaria.

Comunque, si comincia a parlare seriamente della riforma dell'Ue, che dovrà essere varata dalla Conferenza intergovernativa del 1996, che sarà presieduta dall'Italia. Eppure, malgrado un'apertura iniziale tedesca che aveva offerto a Italia e Spagna un meccanismo di consultazione a quattro per preparare la Conferenza, ora francesi e tedeschi sembrano procedere da soli, e si delinea anche la possibilità che l'Italia (per non parlare della Spagna) non faccia parte, almeno inizialmente, dell'eventuale 'nocciolo duro', in attesa che "abbia risolto i suoi attuali problemi".

A questo punto la reazione peggiore sarebbe quella di osteggiare ogni riforma, pur necessaria (specie in vista di ulteriori allargamenti dell'Ue), per il timore di essere messi in secondo piano. Molto probabilmente, le divergenze che già si delineano tra Francia e Germania (per non paarlare della Gran Bretagna) sono ancora tali da consentire un largo spazio di manovra e quindi anche un reinserimento del nostro Paese nel processo decisionale: non bisogna però perdere altro tempo.

L'Italia non può staccarsi dall'Europa e non può neanche rassegnarsi a giocare un ruolo di secondo piano. Essa ha di fronte a sé una starda in salita, in particolare per l'Unione economica e monetaria, ma potrebbe sin da ora mostrare maggiore iniziativa nel campo della politica estera e della sicurezza. Deve però perseguire una strategia politica chiara e senza tentennamenti. La posta in gioco è troppo importante per giocare solo di rimessa.

 
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