Roma 14 luglio 1994
"Le carceri sono stracolme di cittadini costretti a carcerazioni preventive, in situazione che riforma penale ha finito per rendere incapaci di difesa, ove non siano potenti: attualmente potenti per motivi di denaro, di potere e di sottopotere.
Decine di migliaia di famiglie, la maggior parte degli avvocati, sono testimoni di questo strazio di giustizia.
Bene dunque ha fatto il Governo, bene ha fatto - dunque - il Ministro Biondi a decidere di intervenire perché un'ombra di "Habeas corpus" - almeno - compaia anche in Italia, a difesa del diritto e dei diritti del cittadino.
Ma occorre subito intervenire perché sia corretto un errore, o corretta una scelta politica, che ci pare di non potere assolutamente condividere: i reati contro la pubblica amministrazione, quali corruzione e concussione, non possono essere considerati, come sembra si voglia fare, come "minori", rispetto a molti dei reati che invece vengono considerati dal Governo più gravi.
Storicamente, per il nostro paese, per il diritto, per la vita civile, corruzioni, concussioni, peculati hanno rappresentato e rappresentano espressione la più letale e pericolosa dei regimi che l'hanno oppresso. Oltre a quei reati ""politici", quali attentati alla Costituzione, ai diritti civili e politici dei cittadini, che l'ordine giudiziario continua a proteggere, nell'ambito di un sistema fondato sull'omissione e sulla complicità, costringendo le forze e i cittadini democratici, e la politica tutta, ad una supplenza impossibile."