Dopo aver fatto alcune considerazioni specifiche sul decreto Biondi vorrei aggiungere alcune altre cose di carattere più generale.
Sono stato piacevolmente sorpreso dalla conferenza di Berlusconi (piacevolmente perché non posso certo dire che provo simpatia per la persona). Il Presidente del Consiglio è opportunamente intervenuto sulla canea suscitata dal decreto Biondi ad opera di progressisti fieri oppositori del governo postfascista e sfascisti fieri appartenenti alla maggioranza liberaldemocratica. Ben vengano le sue dichiarazioni, ben venga l'ammissione che anche questo decreto è perfettibile e che quindi le garanzie da esso proposte possano essere da subito estese ad altre categorie di cittadini.
Perché questo è il vero problema: non è vero che è stato abbandonato il rigore nei confronti dei tangentisti, corruttori e corrotti, concussi e concussionisti. E' vero il contrario, e cioè che sono ancora troppe le categorie per cui la custodia cautelare in carcere è obbligatoria!
Vanno ribaditi alcuni punti fermi.
La Costituzione italiana afferma la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.
I processi vanno celebrati in tempi certi e soprattutto ridotti al minimo.
Il carcere ha senso e significato in quanto strumento che interrompe un circuito criminale e separa il soggetto pericoloso dalla società impedendogli di nuocere agli altri.
La custodia cautelare in carcere va immediatamente riportata ad una durata massima inferiore a quella attuale, e per lo meno adeguata ai livelli degli altri paesi europei.
Questo decreto interviene su oltre 300 reati previsti dal Codice, dei quali solo una decina inerenti tangentopoli.
I detenuti che verranno scarcerati per effetto del decreto sono circa 2.000 (prima stima del Ministero), alcune decine dei quali detenuti per tangentopoli.
Detto questo, l'obiettivo è quello di avere un Codice di procedura Penale che in ogni sua norma eviti l'obbligatorietà della custodia cautelare in carcere fondata sul tipo di reato. La custodia cautelare in carcere va decisa in riferimento alla gravità del reato, alla pericolosità del soggetto, alla sua personalità, alle circostanze del fatto e al tempo trascorso dalla commissione del reato, agli elementi di prova di colpevolezza. E con ordinanza motivata, quindi appellabile.
E non si dica come hanno fatto alcuni magistrati piemontesi che questo decreto è un'amnistia mascherata.
L'amnistia concreta viene applicata da anni da tutti quei giudici che non celebrano i processi in tempo utile.
L'amnistia concreta per tangentopoli è stata applicata da tutti quei magistrati che non hanno contestato agli imputato l'associazione per delinquere.
Forse qualche problemi di coscienza avrebbe dovuto nascere tra un suicidio e l'altro, e non solo di imputati eccellenti...
Grazie Berlusconi e Biondi, per il primo vero atto di governo garantista da molti anni a questa parte.
Aspettiamo gli emendamenti migliorativi di questo decreto che estendano le garanzie a tutti i cittadini.
Grazie Di Pietro, Colombo e pool vari, per essere finalmente scesi apertamente e pubblicamente sul terreno della politica.
Però chiedete alla vostra coscienza -e magari anche alla Costituzione...- chi in questo paese è chiamato a fare le leggi e chi ad applicarle.