1 - Premessa:In uno stato di diritto non puo' esistere lo strumento dell'amnistia, dell'indulto o
del condono. Ognuno deve rispettare le leggi; di contro le leggi devono essere
chiare, semplici, efficienti ed efficaci.
2 - Condono edilizio e condono fiscale.
A stretto giudizio logico non si puo' parlare di condono fiscale, mentre sembra
che quello edilizio sia tale, anche se contenuto.
Io sono favorevole, a due condizioni:
a- che, contemporaneamente, venga inserita nella Costituzione una norma che
proibisca l'adozione di tale strumento a partire da oggi
b- abolizione di tutte le normative fiscali ed urbanistiche vigenti, con
contemporanea approvazione di nuove norme semplici, chiare e giuste.
3 - Motivi:
Sia nel campo urbanistico che in quello fiscale assistiamo ad un proliferare di
norme caotiche, disorganiche e vessatorie: nel campo edilizio, in molte citta',
si devono superare tanti di quei passaggi burocratici - circoscrizioni,
commissioni, vigili , assessorati etc. tanto che a Milano sembra, da uno studio
del Sole 24 ore, che una pratica debba superare piu' di 20 ostacoli con navetta
fra l'una e l'altro ostacolo- da rendere il cittadino suddito, sottoposto all'arbitrio
dei funzionari, dei burocrati etc..
Per non parlare di norme come la Bucalossi che trasformano ogni intervento
edilizio, anche di recupero ambientale, in un salasso vergognoso, vera
istigazione all'evasione ed all'abuso, oltre che alla corruzione.
Nel campo fiscale, preferisco glissare, tale e' l'evidenza della vergogna
nazionale.
4 - Soluzioni
Nel campo edilizio non ho sufficienti conoscenze da poter proporre rimedi, ma
in quello fiscale mi sembra di tutta evidenza la necessita' di ricondurre a
razionalita' una giungla degna del terzo mondo.
quindi:
- abolizione del testo unico II.DD, Iva, registro
- Nuovo Testo unico che preveda, principalmente, una sola imposta in
sostituzione di ILOr, IRPEF, IRPEG, con identici criteri per tutti i tipi di societa',
un' imposta progressiva con pochi scaglioni che valga sia per le ditte individuali
che le societa', con eliminazione di tutte le agevolazione ed esenzioni -
cooperative, circoli di partito etc. -
- nuovo testo unico IVA e registro.
- Riforma del sistema di accertamento, con l'abolizione del SECIT, fonte solo di
confusione, riqualificazione del personale dell'amministrazione finanziaria,
meglio pagato, piu' controllato con obbiettivo precisi di controllo, con incentivi
in base ai redditi accertati effettivamente, non per recuperi fiscali cervellotici;
conseguentemente riforma del contenzioso tributario con solo due gradi,
parita' ufficio-contribuente con previsione di pagare le spese processuali sia
per il contribuente, se ha torto, che per l'ufficio se ha torto - attualmente lo stato
non paga mai le spese, neppure nei processi in tribunale.
6 - Conclusione
Per questo sono favorevole ai condoni che oggi vengono proposti, dobbiamo
ripristinare una legalita' negata largamente calpestata, da tutti, sia istituzioni
che cittadini, per troppo tempo: le regole devono essere ripristinate, le norme
devono essere chiare senza equivoci, ricordiamoci che solo in Italia e'
successo che una persona sia stata assolta perche', avendo contravvenuto ad
una norma fiscale, il giudice ha riconosciuto che, in campo fiscale, l'ignoranza
della legge e' scusabile!
Il legislatore lo sa, pero', anziche' fare leggi piu' chiare ha previsto una norma
che, in caso di contenzioso, afferma il potere delle commissioni tributarie di
non comminare le pene nei casi in cui le leggi si prestino ad equivoco.
Questo non puo' e non deve piu' succedere: le norme devono essere chiare,
l'ignoranza della legge non deve essere scusabile, ma il legislatore stesso non
deve essere ignorante.
Riflettiamo su questa realta', poi scandalizziamoci per i condoni, ma soprattutto
sulle cause vere dei condoni, e costituzionaliziamo il divieto di fare condoni!
Se dobbiamo fare uno sciopero della fame facciamolo per questo, ma prima
azzeriamo le leggi inique, ingiuste e, soprattutto, incomprensibili.
Riccardo Gandolfi