Riprendo il tema delle BR e della legislazione speciale per riproporre il mio pensiero sul colpo di spugna.Chi vuole riaffermare il diritto, oggi in Italia, deve riaffermare il predominio della legge su coloro che sono chiamati ad applicarla.
Detto questo, richiamato il mio concetto gia' espresso per una semplificazione ed un'accellerazione dei processi di tangentopoli, dei reati fiscali, abusi edilizi etc., vorrei dire solo una cosa:
chi e' senza peccato scagli la prima pietra, ricordando pero' che Cristo, senza peccato, si rifiuto' di farlo, metre i peccatori stavano gia' con il sasso in mano.
Solo chi non ha rubato, estorto, truffato, evaso le tasse ha l'autorita' morale per chiedere non pieta' ma giustizia per tutti coloro che mal fecero ma che, al tempo stesso, erano inserite in un contesto criminale che tutti noi, questo si, hanno contribuito a far prosperare; se esiste responsabilita' oggettiva, esiste anche per chi, come me, ha votato PSI sapendo che in periferia gli amministratori erano quelli che erano, esattamente come chi votava DC, PCI poi PDS.
L'Umanesimo democratico chiedde che il colpevole paghi, non che sia linciato: io ho visto l'intervista a Martelli del TG", era un uomo distrutto, finito e ben si immagina la sua solitudine, maggiore di ogni galera, la sua reiezione sociale, l'abbandono degli amici interessati che oggi, come il buon Ripa di Meana, si assurgono a giudici e boia, vergini innocenti e ciechi (per me, quindi, doppiamente colpevoli).
Le femministe in america chiedono che venga applicata la pena di morte per quell'atleta che ha ucciso la moglie, sostenendo che due donne sono state condannate a morte per aver ucciso i mariti; se vale per l'uomo deve valere per la donna.
NO! Le femministe, se fossereo state veramente umaniste, avrebbero divuto chiedere che non venisse richiesta la pena di morte, ne' per lui ne' per le donne colpevoli.
Chi e' vittima puo' combattere una grande battaglia di progresso proprio quando diventa potente.
Guai ai vinti e' il grido della barbarie, giustizia e liberta' e' la parola della democrazia.
Riccardo