In sostanza il suo messaggio e': no al linciaggio, si alla giustizia.Mi viene qualche dubbio, pero', quando descrive il "povero" Martelli, apparso alla televisione affranto e abbandonato da amici ingrati.
Questa descrizione di Martelli non mi suscita la minima pieta'. Io sono un elettore del collegio Mantova-Cremona e ben ricordo lo stile delle sue campagne elettorali: pagine e pagine sui compiacenti giornali locali concesse in cambio di chissa' quali favori. Decine e decine di fotografie con i potenti locali e poi l'inaugurazione, nel '92, quando Martelli era ministro della Giustizia (!), del nuovo carcere cremonese, che e' a poche centinaia di metri da casa mia. Un'inaugurazione fatta quando il carcere non era ancora completato, con evidenti fini elettorali (tutto fa brodo).
Ora Claudio e' un uomo distrutto.
Io non ho voglia di linciaggi o vendette. Io so solo che lui, come Craxi e tanti altri, ha sbagliato e dovrebbe pagare il suo debito con la giustizia.
Ma Claudio non finira' in prigione, e neppure Craxi. Perche' in Italia in prigione ci finiscono solo i fessi e i poveracci.
Claudio, uomo distrutto, abbandonato dagli amici, si godra' una lunga pensione dorata, con i soldi messi da parte quando in Italia era qualcuno.
Certo, poteva andargli meglio, ma quando penso a lui e a quelli come lui mi viene in mente una frase che di solito si grida ai giocatori quando giocano male: in miniera!