indubbiamente Marco Pannella non ha il dono della sintesi, ne' e' uomo da 30 secondini ini ini, non e', quindi, uomo simmenthal, tagliato a fettine piccole picolee alle quali non si puo' dire di no.E' un fiume in piena di pensieri e di parole, un torrente di eloquenza che disorienta, frastorna, imbarazza.
Ma, come ricordi giustamente, e' l'uomo delle mille battaglie, un po' come quei vecchi pirati dei fumetti, ricchi di cicatrici e di ricordi sempre pronto, comunque, come Sandokhan, a difendere l'adorata Mompracem della liberta', della democrazia del diritto.
Molte sono le personalita' che agitano e vivono l'arcipelago radicale pannelliano, tanti Yanez intelligenti, arguti, indispensabili; ognuno di noi ha le proprie simpatie, puo' piacere lo stile metaforico di Taradash o quello asciutto e schietto di Emma Bonino, ma cio' non toglie vigore alla personalita' di Pannella, ne' vi e' offuscamento o sovrapposizione.
La prossima caduta del governo Berlusconi, le giravolte della lega, le labirintite degli pseudoprogressisti, la simpatica faccia clericale di Buttiglione, tutto fa si' che tutti noi ci auguriamo che Pannella resti quello di sempre, oggi per la conferenza del Cairo, domani per la difesa della 194, poi per le riforme elettorali e la trasformazione veramente liberale, libertaria e democratica di questa nazione.
Facciamo meno figli, io sono contento cosi', spero che dalla scarsa quantita' nasca una migliore qualita', piu' Pannella e meno Scalfari, Buttiglione, Occhetto, D'Alema....
Contro un nome, tanti nomi: chi ha fatto danni all'Italia e chi ha cercato di limitarli.
Su questo ti invito a riflettere e, semmai, ad aderire ad un movimento che mai come oggi ha avuto bisogno di tutti per garantirci tutti.
Riccardo Gandolfi