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Conferenza Movimento club Pannella
Stango Antonio - 27 agosto 1994
INFLAZIONE ED EUROPA
Il rispetto degli accordi europei è per me un parametro politico, prima che economico, e potrebbe essere l'unica ragione davvero valida per tenere - in Italia e quest'anno - il tasso d'inflazione ad un livello pari od inferiore a quello attuale. Che Berlusconi si sia vantato dell'ulteriore riduzione dell'inflazione nei mesi scorsi mi è sembrato giustificato non da un suo merito né da una positività del risultato, ma semplicemente dal tentativo di mostrare ad un pubblico televisivo che nella grande maggioranza considera l'inflazione un demonio, come la "droga", che su questo punto il governo avrebbe agito bene: un bluff, insomma, soggettivo ed oggettivo.

Se, per ipotesi ed italico miracolo, d'improvviso giungessero nelle casse dello Stato le migliaia di miliardi sottratte all'erario dall'evasione o seccamente rubate negli ultimi decenni, o se anche il Tesoro s'inventasse altre fonti, e se si decidesse di impiegare questi denari in imponenti opere pubbliche (adeguamento della rete ferroviaria, risanamento idrogeologico, ripuliture e restauri delle nostre cadenti città e quant'altro di urgente e dispendioso ci occorra), non produrrebbe tutto ciò una spinta inflattiva? E non sarebbe questa benemerita?

Immaginate il più alto livello di occupazione, il maggior numero di salariati capaci di spendere e di contribuire al fisco, l'incremento del flusso turistico in entrata, lo stropiccìo di mani dei negozianti non più costretti a rispolverare le medesime cose nelle loro vetrine; i prezzi lievitano (non scoppiano, si intende), e con essi gli spiriti di un Paese oggi depresso. E non dovremmo di questo rendere grazie a lei, all'Inflazione, non genitrice ma quanto meno balia di questa infine rinata vitalità?

Certamente, so bene che di indicazioni contrarie ve ne sono altrettante; ma soltanto ho voluto ricordare che questa così e da tanti esacrata inflazione qualche vantaggio all'organismo sociale potrebbe darlo.

Il problema, in questo ed in altri farmaci, sta essenzialmente nel curarne la somministrazione: all'ora giusta, non insieme ad altri che potrebbero renderne nocivo o nullo l'effetto terapeutico, non mai eccessiva e con ogni altra cautela; ma di proibirla non mi pare il caso.

 
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