Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
sab 02 mag. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza Movimento club Pannella
Falasca Gianfranco - 28 agosto 1994
Ri: Inflazione ed Europa
Nessuno pensa di azzerare l'inflazione; perché il 2 e mezzo per cento nel 1996 non dovrebbe essere la "dose giusta" d'inflazione ? Quella è la dose,se non ricordo male, che dovrebbe permettere all'Italia di rispettare il trattato (per quanto riguarda l'inflazione). Quindi attenzione all'inflazione non solo nei pochi mesi che sono rimasti nel '94, sui quali tra l'altro ormai è difficile intervenire, ma sempre, come sempre, nel campo medico, si deve essere attenti nella somministrazione di un farmaco.

Questo SE si vuole entrare nel futuro nucleo economico dell'Europa. Nessuno ci obbliga; e nessuno ci garantisce che pur volendolo, ci si riesca. Resta però, secondo me, l'impegno degli eletti nei confronti degli elettori per una convergenza economica con l'Europa, impegno implicito nel continuo dichiararsi europeisti e nel non aver chiesto la denuncia del trattato; impegno di tutti gli eletti, con poche eccezioni, non solo delle forze che sostengono questo governo.

Quanto alla convenienza politica o economica a rispettare il patto, non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto sostenuto nel mio intervento n. 179.

MAGARI poi si potessero recuperare i soldi evasi al Fisco o altrimenti rubati! Questi soldi attualmente sono comunque in circolo, forse utilizzati in consumi; perché giungano nelle casse dello Stato, debbono sparire dalle tasche in cui si trovano ora; non si avrebbe perciò un aumento del denaro circolante, ma una suo migliore utilizzo, visto che quei soldi, invece che per consumi, sarebbero utilizzati per investimenti produttivi. Risultato: minor inflazione.

Diverso il discorso se . Una di queste fonti potrebbe essere emettere un maggior numero di titoli del debito pubblico; allora però i mercati finanziari perderebbero ogni residua fiducia nella volontà e capacità italiana di autogoverno, chiedendo tassi d'interesse sempre più alti con effetti disastrosi per lo stesso debito pubblico e per le attività produttive.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail