Avevo pensato che fosse inutile commentare la sortita di Taradash riguardo alla possibilità di un golpe portato avanti dall'opposizione grazie all'aiuto della magistratura. Il tono e il contenuto delle dichiarazioni era più o meno questo: "Non ci sarebbe da sorprendersi se dovesse arrivare un'avviso di garanzia a Silvio Berlusconi, dato che è in atto un disegno golpista portato avanti dal PDS, PPI e quel ceto industriale vicino ad Agnelli e sostenuto dalle iniziative della Magistratura."
Come dire: un buon consiglio alla riflessione a tutti i magistrati!
Della serie, appunto, un passo in avanti per non cadere all'indietro; il tutto troppo smaccato e per ciò stesso da prendere in poca considerazione.
Quello che, invece, mi ha spinto a commentarlo ora, è quanto sto leggendo in "Conferenza Movimento Club Pannella", e per la precisione gli interventi di un certo Salvidio, e per la precisione gli effetti che certi interventi, quello di Taradash, possono provocare.
Salvidio, che credo sia molto più vicino a Fini di quanto non lo sia a Pannella, va sostenendo una tesi che supporta facendosi scudo con le dichiarazioni, appunto, di Taradash:
"Perché tante polemiche per la nomina di Masone, visto che, come dice Taradash, c'è un golpe in atto. Di fronte all'illegalità della sinistra è meglio mostrare da subito i muscoli e chiudere un occhio riguardo alle ombre che possono circondare determinati personaggi della Prima e Seconda Repubblica."
Spero di essere riuscito a ben sintetizzare i concetti espressi da Salvidio, che, anzi, credo vadano ben oltre.
Qual'è, quindi, il problema?
E' che una certa destra tende sempre di più a giustificare alcuni comportamenti, al presente o in divenire, poco ortodossi, adducendo come scusa che è evidente che esiste un clima di opposizione prevenuta ed illiberale al Governo, al limite, se non oltre, la legalità; per cui qualsiasi atto poco ortodosso, da parte della maggioranza, potrà ben definirsi, usando sempre un'espressione di Taradash, "un eccesso di libera difesa", e quindi così giustificarsi.
Da un passo in avanti per non cadere all'indietro si è arrivati, così, a quello che gli stessi partecipanti della Conferenza vanno contestando a Salvidio: un regime autoritario e senza regole certe.
Della serie: Chi semina vento, raccoglie tempesta.