Egregio Signor Sindaco Dopo lunga riflessione ho deciso di rinunciare ad esercitare il mio diritto-dovere di elettore in occasione della prossima tornata elettorale suppletiva per le elezioni al Senato.Questa travagliata decisione e' la conseguenza della mia convinzione circa la validita' del sistema elettorale maggioritario a turno unico e della necessita', per la democrazia italiana, di una profonda riforma in senso anglosassone del sistema politico italiano.
Questa profonda trasformazione implica sia l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, dei presidenti delle Regioni e, cosa che gia' accade, dei Sindaci sia l'elezione dei deputati e dei senatori con il sistema elettorale maggioritario a turno unico nonche' il passaggio ad una vera democrazia compiuta in alternativa al sistema partitocratico tuttora vigente.
Questa radicata convinzione mi induce a credere in un sistema elettorale che privilegi la scelta dell'uomo, della singola persona, piuttosto che la scelta per appartenenza etnico-politica.
Un criterio di scelta, quindi, positivo, che trae origine e giustificazione dalla valutazione del singolo candidato come migliore rispetto all'altro anziche' un criterio negativo, basato sulla logica del voto di contrapposizione, ovverosia il voto dato all'uno per opporsi all'altro, seguendo il criterio del meno peggio se non, addirittura, quella dell'etnia, del simbolo del quale il singolo candidato si fregia, esibendo un marchio di qualita' che gli consente di sfruttare i pregi della squadra al quale e' iscritto piuttosto che i propri, denunciando i difetti della squadra avversaria piuttosto che promuovendo iniziative e proposte alternative al candidato a lui concretamente opposto.
Nel concreto, i due candidati che si fronteggiano e nei confronti dei quali, a livello personale, non ho nulla da eccepire, sono espressione della logica negativa, opposti l'uno all'altro piu' per esaltare i demeriti del fronte avverso che i meriti propri.
Le due candidature sono ancora frutto di una logica partitocratica, lontana da quella democratica e liberale alla quale la maggioranza del popolo italiano aspira.
Non posso riconoscermi in un magistrato che, mentre esercita la propria professione, che richiede equilibrio ed equidistanza, collabora, almeno cosi' risulta leggendo gli organi d'informazione, con organi di stampa politicamente schierati come Avvenimenti ed Il Manifesto.
D'altra parte non posso riconoscermi neppure nel candidato alternativo, dato che, rappresentando uno schieramento che in larga parte si e' fatto promotore di un vasto movimento di riforma in senso anglosassone, non e' stato scelto seguendo il criterio democratico proprio di questa riforma, ovverosia la selezione attraverso elezioni primarie, bensi' secondo criteri diversi.
Probabilmente il Signor Panati sarebbe stato comunque il candidato contrapposto al giudice Gallo, anche dopo le primarie, ma cosi' non e' stato fatto!
La mia, quindi, e' una protesta civile ed un forte invito affinche' si proceda nella direzione di rendere reale e concreta l'istanza di democrazia compiuta propria dei referendum, quelli passati e quelli ormai prossimi.
Solo l'istituzionalizzazione del metodo delle consultazioni primarie per la scelta e la selezione dei candidati può garantire, in ogni circoscrizione, la presentazione del candidato migliore e la possibilita' di potere votare secondo coscienza e conoscenza.
Cosi', a tutt'oggi, non e' stato; per questo non posso esercitare questo mio diritto, consapevole del fatto che la protesta del singolo vale poco, ma ognuno deve fare i conti con la propria coscienza, le proprie idee e le proprie convinzioni.
Fedele al precetto di fare cio' che si deve ed accada cio' che puo', le restituisco il mio certificato elettorale informandola anticipatamente di questa mia volonta', anche al fine di favorire il suo compito istituzionale relativamente all'accertamento delle cause del mancato dovere, costituzionalmente sancito, di votare.
Con Ossequio Riccardo Gandolfi Allego certificato elettorale