(Il Messaggero, prima pagina) 6 settembre 1994Dunque, non sei contento?, mi pare di sentirmi dire dopo la svolta di Cernobbio, dove ad un convegno di industriali il pubblico ministero Antonio Di Pietro, a nome del pool Mani pulite, ha proposto un progetto di soluzione legislativa del problema Tangentopoli, simile a quello da me auspicato su questo giornale alcuni giorni fa. E invece, al di là del merito che potrei condividere, devo sinceramente dire, sempre per evitare il peccato di ipocrisia, che contento lo sono poco, se non punto, e che anzi mi preoccupo. Per tre principali ragioni.
La prima riguarda le forze politiche. Se c'era e c'è qualcuno che doveva farsi avanti con una proposta di soluzione erano e sono proprio loro. Invece, non l'ha fatto Forza Italia, forse perché il suo leader è impicciato e sotto il tiro di arcieri dalla mira buona. Non l'hanno fatto il Pds e i progressisti, in parte per la stessa ragione, in parte perché coltivavano ancora il disegno suicida di prendersi una rivincita giudiziaria sulla sconfitta elettorale. Non l'ha fatto neanche la Lega, il cui leader è anch'egli in guai giudiziari per via di finanziamenti poco chiari e di quella storia di pallottole per giudici a cento lire l'una. E' vero, ci ha provato il governo, con due iniziative del ministro Biondi, ma l'ha fatto in modo così maldestro, frettoloso e obliquo, per non voler dire apertamente di che cosa in realtà si trattasse, che alla fine ha avuto sul problema lo stesso effetto della grandine sull'uva di settembre.
E così, mentre i principali soggetti politici vivevano in apnea, o si comportavano come i polli di Renzo, i magistrati gli presentavano un bel progetto chiavi in mano. Qualunque cosa sia questo progetto - un normale contributo alla discussione, come è stato detto con pudicizia, o un diktat o un compitino che il Parlamento dovrebbe trascrivere sotto dettatura a mo' di velina - le forze politiche ne escono spiazzate e strapazzate e il Parlamento saltato ed escluso. Dove sono finite l'iniziativa e la responsabilità politica? Dove la sovranità popolare?
Vedo che ora ci si sveglia dal lungo sonno dogmatico. Il senatore Violante, preoccupato della vendetta della dea Nemesi, ha ammesso che »non è detto che chi fa bene il magistrato sappia fare anche il politico . E l'onorevole Franco Bassanini ha dichiarato che »le leggi che il Parlamento fa, comunque, hanno sempre bisogno di un'attività istruttoria . Ma perché Violante non ha fatto lui il politico, così come doveva, prima che lo facesse il magistrato? Quanto a Bassanini, capisco l'imbarazzo, ma anch'egli non può non riconoscere che quella presentata dal pool Mani pulite è qualcosa di diverso da una semplice istruttoria o audizione parlamentare: primo, perché non risulta che il Parlamento ne abbia mai ordinato una, secondo perché quella è un'istruttoria vincolante. Chi potrebbe opporsi ad un Di Pietro che in cinque minuti di televisione è in grado di sconquassare qualunque governo e parlamento?
Ma, e qui sta la mia seconda fonte di preoccupazione, forse non è vero che nessuna forza politica abbia preso iniziative. Ce n'è una, Alleanza nazionale, che mostra di saperla assai lunga. Il magistrato del pool Piercamillo Davigo ha dichiarato, in merito alla bozza di soluzione, che »essa è già stata fatta circolare fra alcuni avvocati e professori universitari . Ma poi il vicepresidente della Camera Ignazio La Russa, di Alleanza nazionale, ha detto: »Beh, sì, il disegno di legge lo conoscevo già. Posso ammetterlo, adesso, perché l'hanno raccontato ai giornalisti Borrelli e Davigo . Bene: si deve pensare che il pool Mani pulite abbia un filo diretto con An? E che c'è di vero in questa storia insistentemente raccontata dal vicepresidente del Consiglio Tatarella e ora rilanciata dall'onorevole Tremaglia, di un Di Pietro ministro (»noi vogliamo coinvolgerlo nell'azione di governo ) o addirittura al posto di Berlusconi (»dovrà guidare il governo )?
Se a queste dichiarazioni si aggiungono i ventilati progetti di fusione tra Forza Italia e An, la ristrutturazione di Forza Italia affidata all'avv. Previti, certo non ancora entrato nel Guinness dei primati liberaldemocratici, la silenziosa presenza nel governo di certi ministri liberali come Urbani o la silenziosa assenza di altri, come Martino, e poi i rinvii e le incertezze sulle decisioni importanti da parte di Berlusconi, i disagi crescenti dei riformatori di Pannella ormai costretti a strapparsi i capelli, non ché, da ultimo, l'annuncio di Bossi di un partito democratico e liberista alternativo a Forza Italia, ce n'è quanto basta per ritenere che il succo della storia di Tatarella e Tremaglia potrebbe essere questo: che il pitone Fini si sta lentamente mangiando, lui consenziente o ignaro o distratto l'antilope Berlusconi. Ecco allora che cosa potrebbe diventare la soluzione di Cernobbio: il tentativo di An di rilasciare un passaporto al governo e a Forza Italia affinché oltrepassino i confini di Tang
entopoli. Altro che voltare pagina, qui si rischia di cambiare il libro di testo!
Ma ho ancora un'altra ragione di preoccupazione sulla svolta di Cernobbio. La nostra Costituzione prevede i procuratori; non prevede i pool e men che mai prevede che i magistrati di un pool si riuniscano e trattino questioni de jure condendo, fino ai dettagli di una bozza di legge, con tanto di articoli, commi e bis. Questa è una violazione della stato di diritto, come lo sarebbe se, poniamo, una commissione della Camera o alcuni parlamentari si riunissero per decidere di una sentenza giudiziaria ancora da emettere. Ha detto il procuratore capo Borrelli per giustificarsi: »Del resto, questo è un paese libero, no? In questi ultimi tempi s'invoca sempre più frequentemente un'impostazione liberaldemocratica, no? . E infatti, no. La libertà si mantiene se ciascuna istituzione rispetta il proprio ruolo e la liberaldemocrazia non prevede che un'istituzione prevarichi su di un'altra e sulla volontà popolare. Se la magistratura »deborda un po' , per usare l'espressione del procuratore aggiunto D'Ambrosio, egli stes
so perplesso sull'intera iniziativa del pool, allora tutto il sistema politico tracima oltre gli argini della democrazia.
Chiudo con gli scongiuri. I membri del pool Mani pulite hanno ben meritato della patria facendo i magistrati. Sarebbe una tragedia, anche se annunciata e paventata, se essi ora facessero i politici o fossero eterodiretti da alcuni di essi. MARCELLO PERA