Il regime attuale è solo al 75% uninominale, quindi non può essere definito uninominale. Questa mia non vuole essere una inutile pignoleria, quanto un richiamo a non considerare già tutto fatto.
< è vero invece che le coalizioni sono predeterminate durante o prima del voto, e quindi sono rigide, non possono essere sovvertite "in corsa">
E' il parlamentare il depositario della delega popolare, e non il partito o la coalizione con cui il candidato si è presentato; questo doveva essere vero prima, oggi lo è di più, domani ancora di più con il 100% uninominale; il resto è partitocrazia.
Se un domani ci fossero due soli partiti, sarebbe politicamente, cioè di fatto, impossibile un cambiamento "in corsa". Ma se i partiti fossero tre, tutti senza maggioranza assoluta, i cambiamenti in corsa sarebbero politicamente, oltre che istituzionalmente, possibili.
La strada maestra per evitare questi cambiamenti in corsa resta il presidenzialismo.
< Dunque, c'è contrasto tra Costituzione scritta e sistema elettorale. Essendo questo intervenuto DOPO, è evidente la sua supremazia istituzionale.>
Pur sapendo di non essere competente, ritengo inaccettabili queste conclusioni. Se ci fosse contrasto, ma io non ritengo che ci sia, il sistema elettorale sarebbe incostituzionale, ed essendo stato introdotto con legge ordinaria sarebbe semplicemente da cancellare.
Prassi vigente contro Costituzione scritta ?
Concludendo, questa è ancora la Prima Repubblica, le riforme dobbiamo ancora farle.
Ma come ?
Più passa il tempo e più mi convinco che il modo giusto è quello da me indicato nel testo n. 511 e che potremmo chiamare "referendum costituzionale propositivo competitivo".
Gli unici difetti che io riesco a trovarvi sono:
1) i costi della preparazione di un testo costituzionale sarebbero a carico dei promotori invece che dello Stato;
2) l'idea a prima vista sembra balzana; come coagulare in Parlamento consensi su un'idea balzana?
Chi mi aiuta a trovare altri difetti? O mi convince che l'idea non è solo balzana, ma proprio sbagliata, così non ci penso più ?
P.S. A mio avviso le argomentazioni svolte da Cusano nel suo intervento n. 623 dimostrano l'impossibilità di realizzare una seria riforma costituzionale in Parlamento.