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Conferenza Movimento club Pannella
Partito Radicale Rinascimento - 28 marzo 1995
PRONTO AD AUTODENUNCIARMI. PANNELLA: STUPIDO PROIBIZIONISMO.
(Intervista sulla Stampa del 28 marzo 1995)

Una "maxifumata" pubblica fuorilegge con l'obiettivo di farsi "processare" per dimostrare "l'assurdita' autoritaria" della sentenza del TAR del Lazio? Marco Pannella ci sta pensando: il leader radicale, infatti, ha in mente di promuovere un'iniziativa clamorosa.

Ma non si tratta di "interessi personali" in "atti d'ufficio", anche se di Gauloises senza filtro lui ne consuma una sessantina al giorno: si e' dovuto acconciare a comprare "leggere" da quando in Italia e' stata vietata la vendita delle sue adorate "Celtique" che contengono un tasso di nicotina troppo elevato.

E cosi' il leader radicale, che fumava spinelli e si autodenunciava, per cambiare una legge che non consente la libera circolazione delle droghe leggere, adesso ha intenzione di fare altrettanto con le sigarette.

- Onorevole Pannella, che cosa ha intenzione di organizzare contro questa sentenza?

"Iniziative di disobbedienza civile con preventive autodenunce".

- Ha in mente di promuovere una "grande fumata pubblica" con conseguente "retata"?

"Guardi che la cose e' seria: la disobbedienza civile la praticavano Socrate e Ghandi e io punto a coinvolgere in questa iniziativa anche i non fumatori. Del resto non sono riuscito a fare lo stesso con il divorzio? Ho fatto partecipare tanta gente che non era sposata, a cui del matrimonio non fregava proprio niente".

- Non le sembra un po' eccessivo scomodare Socrate, Ghandi, il divorzio, per un banale divieto di fumo?

"No, perche' la mia non e' una banale protesta. Io non mi accodo a quegli scemi che, in queste ore, mugugnano e si incavolano perche' non possono piu' fumare al bar. Il discorso che faccio e' diverso e riguarda la violenza del proibizionismo. E anche la sua stupidita'. Insomma questa sentenza e' rivelatrice di una cultura profondamente antiliberale e controriformista. Ed e' proprio questa cultura che io voglio combattere".

- Ma il fumo fa male, su questo non ci sono dubbi.

"E infatti io sono stato fra i primi a chiederne la regolamentazione,per garantire i non fumatori".

- Beh, qualcuno potrebbe obiettarle che questa sentenza, anche se in modo radicale, regolamenta il fumo e soprattutto difende chi non ama le sigarette.

"Ma non e' cosi': la storia - se non il semplice buon senso - dovrebbe insegnare ai giudici del TAR che opporre un divieto autoritario contro fenomeni sociali molto diffusi e' un boomerang che provoca danni gravi alla societa' stessa".

- Lei quindi ha intenzione di farsi denunciare per creare il "caso" . Ma se i giudici non l'accontentassero la sua iniziativa finirebbe in una bolla di sapone...

"Impossibile: in Italia esiste l'obbligatorieta' dell'azione penale... vedra' quello che succedera' di qui a breve...".

 
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