il ballottaggio fa la scelta piu' limpida
"Le leggi che funzionano, come le squadre che vincono, non si cambiano. E smantellarle quando sono state appena introdotte ( e quando mancano ancora 2 anni al termine della loro prima applicazione) assurdo. In Italia spesso si ama sfare e disfare, ma alla logica di Penelope va posto qualche limite di buon senso. Tra il si' e il no al referendum sulle elezioni dei Sindaci non sono dunque in gioco degli schemi astratti; a ogni livello di elezione e' giusto scegliere il sistema, nell'ambito maggioritario, che funziona meglio. E per i Comuni c'e' un concreto sistema elettorale che ha funzionato bene perche' ha dato ai Sindaci delle cittß' la forza e l'autorevolezza necessarie per governare stabilmente per quattro anni. Per l'Italia e' stata una piccola rivoluzione, per le cittß' e' una grande rivoluzione. Forza e stabilita' servono per realizzare quei progetti di modernizzazione e sviluppo urbano che neppure si avviano con Sindaci sottoposti al continuo ricatto di partiti e partitini.
Questa forza appena acquistata verrebbe a mancare in caso di vittoria dei "si". Per almeno quattro evidenti ragioni. La prima e che i Sindaci non avrebbero la forza che deriva dalla piena legittimazione popolare: con il turno unico, se ha vinto con il 28% o con il 40% un Sindaco e' comunque piu' debole. E' un sindaco di minoranza. Seconda ragione: abolire il ballottaggio vuol dire cancellare una fase di limpida e decisiva partecipazione popolare alla scelta tra due persone e due visioni diverse del futuro della cittß'. I 956mila romani che mi hanno eletto Sindaco - e gli 844mila che hanno preferito Fini - non hanno partecipato a un rito inutile ma un grande confronto di idee e programmi, che ha di nuovo appassionato i romani ai problemi della loro cittß' e che non sarebbe neppure immaginabile in una contesa confusa tra otto o nove capolista di partito. La terza ragione riguarda quello che succede dopo l'elezione del Sindaco. Il leader di una coalizione che ha ricevuto la maggioranza assoluta dei voti validi,
molti dei quali sono andati esclusivamente al candidato Sindaco, non subira' i giochi o i ricatti di questo o quel partitino ( che sparira' col doppio turno, mentre potra' svolgere un ruolo decisivo di ricatto, come si e' visto nelle recenti elezioni regionali, anche con l'1 per cento dei voti col turno unico). E si faccia attenzione al fatto che il meccanismo voluto dai promotori del referendum retrocede il candidato Sindaco dal suo attuale ruolo autonomo a capolista di un partito o di una lista, dunque lo indebolisce ancor piu'. Quarta e ultima ragione e' che non ha senso prevedere lo stesso meccanismo elettorale per un Paese di 300 abitanti e per una cittß' di tre milioni: non paghi dei pessimi risultati pratici derivanti dallo scontro ideologico sui sistemi elettorali, i promotori del referendum vogliono infatti politicizzare questo voto per poter reclamare il sistema a un turno, oltre che nei comuni, dal condominio alla Presidenza della Repubblica".
Francesco Rutelli.