Quando Marco Pannella promosse un' iniziativa parlamentare - meglio conosciuta come "autoconvocati delle sette" - nel tentativo di ribadire l' assurdità e la pericolosità dell' uso 'armato' dell' avviso di garanzia, soloni e moralisti gridarono allo scandalo, e quella grande iniziativa di riaffermazione del diritto contro la guerra per bande delle fazioni partitocratiche e dei corpi impazziti dello stato si trasformò in "appoggio agli inquisiti".
Lacrime di coccodrillo.
A Napoli gli scempi, la natura 'camorristica' del regime partitocratico denunciata da Pannella all' inizio degli anni ottanta, sono ancora al di là di venire alla luce in tutta la devastante complessità.
Mentre qualcosa in questa direzione si muove ( vedi questioni appalti ricostruzione, coop, camorra, etc.), a poche ore di distanza il prefetto viene 'avvisato' ovvero 'inquisito'.
E giù lacrime napulitane.
Sugli 'inquisiti', naturalmente, non si è cambiato idea, ma se Improta non ce la fa, pazienza.
A questa città, infatti, non servono sceneggiate ma solo la verità, e proprio a partire dagli anni dell' abbuffata del post-terremoto.
Per fare questo servono coraggio, nervi saldi e soprattutto la forza del diritto e della legalità, nelle istituzioni e nei poteri dello Stato.
Rino Spampanato