Roma, 24 agosto 1995
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro degli Affari Esteri
Premesso che:
- sta per riunirsi a Pechino la Quarta Conferenza Mondiale sulle donne sotto l'egida delle Nazioni Unite (4-15 settembre), preceduta dal Forum delle Organizzazioni non-governative (Hairou, 30 agosto-8 settembre);
- il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) ha concesso l'accredito per il Forum ad una serie di Organizzazioni non-governative, riconosciute dall'ONU, sostenitrici della causa tibetana (Tibet Support Group);
- queste organizzazioni intendono porre i drammatici problemi relativi ai diritti umani e civili delle donne tibetane, sottoposte ad aborti e sterilizzazioni forzate, questioni cioè fondamentali nell'ambito di un simile Forum;
- in tutte le precedenti conferenze mondiali organizzate dall'Onu negli ultimi anni, da quella di Rio su ambiente e sviluppo (1992) al Summit di Copenaghen per lo sviluppo sociale (1995), mai è stato negato a queste organizzazioni il diritto a partecipare;
- le autorità cinesi hanno negato il visto d'ingresso a quasi tutte le delegate di queste organizzazioni, senza tener conto dell'accredito già concesso loro da parte delle Nazioni Unite, motivando il diniego con ragioni di sicurezza;
- analogamente la Cina sta negando il visto anche ad esponenti di altre Organizzazioni non-governative già accreditati dall'ECOSOC;
- appare gravissimo un simile atteggiamento da parte del governo cinese, che configura una ulteriore estrinsecazione dell'orientamento autoritario e liberticida di quel regime;
per conoscere:
1) se il Governo italiano, e con lui i Governi degli altri Paesi democratici e l'organizzazione delle Nazioni Unite nel suo insieme, accettino che un Forum indetto dall' ONU si svolga sotto una simile costrizione, subendo passivamente l'arbitrio del Paese ospitante di stabilire - in base a propri criteri politici - chi abbia o non abbia il diritto di partecipare a riunioni dell'Onu stessa;
2) quali iniziative il Governo intenda immediatamente assumere, anche d'intesa con i Governi di altri Paesi democratici, per ottenere che vengano ristabilite le condizioni normali di svolgimento per la Conferenza e per il Forum, fino a chiedere la sospensione della Quarta Conferenza Mondiale sulle donne perché essa possa venire riconvocata in altra sede che possa consentirne lo svolgimento in condizioni adeguate alla natura e alla dignità dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Lorenzo Strik Lievers
Giuseppe Calderisi
Marco Taradash
Paolo Vigevano
Elio Vito