Napoli, 18 settembre 1995
"Avevo sperato fino all'ultimo che il buon senso prevalesse all'interno del Polo delle Libertà e, specificatamente, in Forza Italia.
Così non è stato, e si è preferito ghettizzare la figura e la storia di Marco Pannella.
Avevo sperato fino all'ultimo che fosse consentito al simbolo delle battaglie civili nel nostro Paese, delle vere battaglie riformatrici e liberali di essere il candidato unico di un'Alleanza di rinnovamento nel collegio di Chiaia-Posillipo-Vomero da contrapporre allo schieramento della conservazione di sinistra.
Abbiamo invece assistito ad un'incredibile, e per certi versi patetica gazzarra, ad un'affannosa ricerca di un candidato kamikaze, da contrapporre allo stesso Pannella.
Tutti chiedono, a parole, la semplificazione del sistema politico nazionale, auspicando il bipolarismo, con schieramenti visibili, un governo stabile e un'opposizione.
La scelta di Napoli dimostra come, in realtà, tutto è come prima, con calcoli, veti e sterili contrapposizioni.
Le conseguenze sono immediate: il Polo regala così il collegio al demitiano e trasformista Siniscalchi. Ma anche future: Pannella potrebbe restituire il conto al momento delle elezioni politiche perché è probabile che in quella occasione il leader dei riformatori verrà spudoratamente adulato e corteggiato.
A malincuore, ma con fermezza - pur esprimendo la mia personale stima all'amico avvocato De Tilla - resto al fianco di Marco Pannella, continuando a sostenere pubblicamente la sua canditura, così come faranno moltissimi elettori del Polo delle Libertà".