Roma, 19 settembre 1995
"Prendiamo atto che Forza Italia avrebbe deciso di appoggiare otto dei nostri diciotto referendum. 'Soltanto' precisa l'On. Pisano. Prendiamo atto che, come già per i referendum precedenti, Forza Italia è contro, nel metodo e nel merito, a referendum e scelte liberiste, libertarie e liberali, confermando il suo degradare verso la palude di regime.
Il problema, però, non è questo. La grande maggioranza dei parlamentari e degli esponenti liberali di FI è assolutamente contraria a quel che l'On. Pisanu ritiene evidentemente essere ancora la DC, con le sue scelte e i suoi riflessi, con il suo corporativismo, il suo solidarismo, il suo assistenzialismo.
Il problema è che il leader di Forza Italia - dato burocraticamente ad una agenzia un 'Appello' ai cittadini perchè firmassero i nostri referendum - di tutto sembra occuparsi tranne che dell'ostracismo che sta per determinare una probabile sconfitta dell'iniziativa referendaria liberale. E riprende, invece, tardissimo e malissimo la proposta di dare l'esempio al Presidente della Repubblica su come forze politiche e democratiche lottano, e non si limitano a blaterare, possano conquistare il rispetto della Costituzione e dei diritti degli elettori e dei cittadini.
Non ci basta la convinzione che sarebbe probabilmente costretto a darci ragione, tardivamente, anche sulla nostra mobilitazione in difesa dell'informazione sui referendum dei cittadini.
I sondaggi di carta non sono che illusori quando ci si illude di vincere facendo una non-politica e si adottano per pretesa convenienza idee e riflessi propri degli avversari.
Comunque vedremo cosa FI saprà fare per i referendum che così tardivamente e così in contraddizione con la propria classe dirigente dichiara di voler appoggiare. Non vorremmo che tutto si risolvesse in un ulteriore passo verso il nulla o il precipizio illiberale".