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Conferenza Movimento club Pannella
Salvidio Ascanio - 20 settembre 1995
Non è tempo di autocritica

Il fallimento della raccolta delle firme non puo' essere spiegato facilmente e probabilmente non si capirà mai cosa sia andato storto.

L'unica cosa possibile è tentare di confrontare le raccolte del passato e quella fallita oggi, per vedere se si identificano elementi di diversità che potrebbero esser stati determinanti.

Io ragiono in questo modo:

1) boicottaggio media: c'é sempre stato, anche in passato

2) percezione dei radicali nello schieramento politico: rispetto al

passato è cambiata, perchè si ritiene che sia slittata a destra. Ma

ciò risale già alla tornata precedente di raccolta delle firme

3) perdita del bacino elettorale tradizionale: non ha senso parlare di un bacino elettorale "tradizionale" dei radicali, perché si dovrebbe restringere ai militanti/attivisti. Inoltre, le passate raccolte di firme sono state "trasversali", tranne forse in alcuni casi di quesiti molto particolari

4) boicottaggio da parte degli alleati: vale il ragionamento sul boicottaggio dei media in generale. E' tutta roba già vista in passato. Penso, ad esempio, alla villania con la quale i seguaci di Segni sparavano sui tavoli di raccolta radicali quasi scoraggiando il pubblico....

Temo, pertanto, che sia accaduto qualcosa di molto profondo e grave, di cui non ci siamo accorti e che nessuno ha capito. E cioe' che qualcosa abbia prodotto la definitiva alienazione della popolazione italiana dalla "politica".

Forse, le masse sono ormai convinte che il sistema sia del tutto incapace, fisiologicamente, di riparare i propri guasti. E quasi inconsapevolmente si rifiutano di prestare attenzione a quegli strumenti tipici per "mettere le mani nel motore", che sono i referendum.

E' possibile che il cosiddetto "Ribaltone" e la costante linea tenuta dal Quirinale siano state un elemento di rottura molto sottovalutato, dalla destra come dalla sinistra, nella continuità democratica così come percepita da larghi strati della popolazione.

E non penso che il sentimento di disaffezione sia di casa solo a destra, per via della situazione di crisi istituzionale prodottasi. Temo, anzi, che proprio il "popolo di sinistra" sia stato quello forse più violentato nelle coscenze dalla giravolta parlamentare di dicembre scorso.

Insomma, io non ritengo impossibile, anzi credo probabile, che il fallimento nella raccolta delle firme sia dovuto ad un fenomeno nuovo e del tutto sconosciuto, che può preludere a scenari da incubo, quali lo sfociare dell'attuale situazione "anomala" per cui un governo "eletto" dal popolo è stato sostituito da un costrutto artificiale, in uno stato di crisi permanente, del quale non escluderei la posibilità di sviluppi autoritari o apertamente violenti.

Dubito per questo motivo che i radicali debbano fare autocritica o cercare un colpevole nei media o in Forza Italia.

 
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