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Conferenza Movimento club Pannella
Partito Radicale Antonella - 20 settembre 1995
PAR CONDICIO

NON SOLO "LA REITERAZIONE ALLUNGA LA VITA",

CON LA MELINA DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA SI CAMPA ADDIRITTURA CENT'ANNI !"

Roma, 20 settembre 1995

Dichiarazione di Peppino Calderisi, deputato Riformatore - F.I.

"Già più volte ho esposto i motivi per i quali il decreto legge sulla par condicio non accelera ma, al contrario, rende molto più difficile l'approvazione di una legge sulla par condicio.

Con un normale disegno di legge si farebbe molto prima perché:

1. esso non scade né per le ferie estive, né per gli impegni sulla finanziaria, né per Natale e non costringe pertanto a dover ricominciare tutto da capo ogni due mesi;

2. consentirebbe di adottare il contingentamento dei tempi che è invece vietato dal Regolamento sui decreto legge;

3. con una leggina da approvare in un solo giorno - come è accaduto altre volte - potrebbero essere fatti salvi gli effetti dei precedenti decreti;

4. in caso di emergenza, cioè di elezioni politiche a brevissima scadenza (!?!?!), il governo potrebbe comunque emanare un decreto legge (limitandosi ora ad adottarlo per le elezioni suppletive e per quelle amministrative minori).

Ma il Governo, sia a luglio che a settembre ha rifiutato di prendere in considerazione questa strada, senza fornire alcuna motivazione, nonostante gli fosse stata offerta dallo stesso Polo.

Non solo: al Governo che ha adottato e adattato il motto del noto spot televisivo "la reiterazione allunga la vita", si è aggiunta anche la "melina" del Presidente della Camera che ha ritardato l'iter del decreto, in violazione del Regolamento. E' accaduto con il secondo decreto pubblicato sulla G.U. del 19 maggio e presentato alla Camera il 22 successivo. La Commissione affari costituzionali ha espresso il parere sui presupposti di costituzionalità il 24 maggio, ma il Presidente Pivetti ha ritardato il voto di costituzionalità in Aula iscrivendolo all'odg solo il 13 giugno ! Ben 21 giorni dopo la presentazione mentre il comma 3 dell'articolo 96-bis del Regolamento prevede un termine massimo di 7 giorni ! (e lo svolgimento dei referendum non può essere addotto a scusante perché la Camera sospese i lavori solo il 7 giugno).

Per il decreto di luglio non c'era invece bisogno della melina per il sopraggiungere della pausa estiva. Vedremo ora con il quarto decreto."

 
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