tratto da "Il Gazzettino" del 24 settembre 1995
pagina 2, due colonne a centro pagina.
"Un disegno eversivo contro i referendum"
Lettera di Pannella al Capo dello Stato
Roma - nostra redazione - Marco Pannella torna a difendere i suoi referendum.
Lo fa con na lettera ad Oscar Luigi Scalfaro. Invita il Capo dello Stato ad impegnarsi contro il "disegno violento, eversivo, di regime e fazioso, volto e atto a impedire agli italiano la conoscenza dei 18 quesiti". Non solo.
Pannella - che ha già iniziato uno sciopero della sete contro il Presidente della Repubblica - critica Scalfaro perché, a suo parere, quando parla di elezioni entro giugno 1996, sottovaluta il semestre di presidenza italiana all'Unione europea. Sicché gli invia un altro messaggio così intitolato:
"Suppliche e sdegno verso il Presidente ed ex deputato Scalfaro.
Irresponsabile ignorare il semestre europeo. Piuttosto, dopo la democrazia, si sospenda anche la Costituzione e governi lui".
Pannella è sempre più indispettito con Scalfaro, di cui è stato grande elettore quando Craxi e Intini sedevano ancora sui banchi di Montecitorio. Per il leader radicale, il Presidente dovrebbe esternare sui quesiti. Quanto alle regole, Pannella - la lettera è firmata da 290 militanti, Emma Bonino compresa - prosegue: "Lei indica al Paese l'urgenza di nuove regole, ma il suo compito istituzionale è di vigilare sul rispetto di quelle esistenti". E aggiunge:
"Dissentiamo rispettosamente ma fermamente da chi rischia di far dimenticare che il Paese è stato precipitato in un regime corrotto e corruttore".
Anche nel secondo messaggio, torna su questo argomento, invitando Scalfaro a "non essere arrogante con la voce di velluto, violento con gli umili e inermi politici". Pannella scrive: "Mi permetto di supplicare il Presidente di non dedicare tutto il suo tempo e tutte le manifestazioni al più interno e smaccato gioco politico, intorbidando lo scontro".
B.d.V.
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