"Con tutto il rispetto che devo all'antico collega per le sue battaglie in difesa dello stato di diritto, onestà vuole che io dica a mia volta al Presidente Scalfaro di smetterla lui di fingere di non vedere quale sia il problema.
Una manifesta, profonda ferita alla verità e alla conoscenza dell'opinione pubblica del paese è stata perpetrata con un insieme di azioni e di omissioni di feroce e antica efficienza.
Avevamo sperato che esistesse un Capo dello Stato garante delle norme esistenti. Abbiamo invece trovato uno che annunciava quelle future il che non ci sembra sia suo compito necessario.
Adesso scaricare le responsabilità dell'accertamento ad una commissione partitocratica e parlamentare come quella cui egli allude è pura ipocrisia.
Se c'è ancora un Capo dello Stato ci dica lui se c'è stata ferita alla verità e alla conoscenza e si impegni a non più permetterla dopo quarant'anni che sono regola così come egli sa bene".