Roma, 29 settembre 1995
"Volevo invitare a non dimenticare che noi diamo corpo alla speranza e non alla disperazione. Varrebbe la pena di dire che i giornali - tutti - hanno mal compreso: io non sono ricoverato per accettare un'alimentazione forzata che non c'è e non accetto. Dunque la notizia è totalmente sbagliata. Sono qui dove si vigila in diretta e con molta serietà sulla mia salute. Ci sono moltissime analisi che vengono fatte sul decorso di questa azione. Volevo far notare una sola cosa che mi preme: la precisazione che non c'è nessuna interruzione dell'iniziativa e nessuna intenzione da parte mia di alimentazione forzata o fleboclisi, e la cosa più importante che io mi auguro che vengano dal Capo dello Stato - altrimenti vuol dire che non c'è più Capo dello Stato in senso legale - poche parole: questa iniziativa è volta a far si che venga riparata almeno moralmente un offesa alla verità e alla conoscenza, e che il Capo dello Stato dica che purtroppo di nuovo come da quarant'anni si è compiuta una ferita alla verità alla con
oscenza e alla legalità e che occorre vigilare che mai più accada a partire proprio da quei referendum che ci accingiamo - se il sostegno popolare, gli industriali etc ce lo consentiranno - a rilanciare con grande forza. Buona giornata a tutti.