e' cosi' facile rispondere alle invettive becere o alle stupidaggini qualunquiste usate come arma contro Pannella e la sua politica. Ed anche contro i suoi seguaci (che poi saremo noi). Ben piu' difficile e' rispondere a chi demagogia non fa, non si appella alla fame nel mondo per criticare Marco o non si lancia in invettive gratuite e pretestuose. Chi usa l'intelligenza e non ha pregiudizio (o pensa di non averne) e' l'avversario che da' piu' fastidio (diciamo la verita'......) e contro il quale si misura anche la nostra capacita' di argomentazione. Non quella della tolleranza o della nonviolenza, che sono due cose ben piu' importanti da esercitare soprattutto altrove.
Panebianco, quindi, e Quattrocchi: due esempi di critica intelligenti, non ignoranti politicamente, che hanno il pregio di essere elaborati con occhio vigile, ma il difetto di colpire la nostra suscettibilita', senza che questo - al contrario - scateni quanto di meglio noi si possa esprimere.
Per :
1. non c'e' dubbio che la reazione di Sergio, di Angiolo & C. (che sia ben chiaro istintivamente sono anche le mie) e' figlia di troppi anni di ingiurie contro il Pannella pagliaccio e buffone. E contro chili di battute e di sarcasmo che sono stati riversati sullo stile politico del nostro leader. Se a questo aggiungete la preoccupazione (profonda e mai come questa volta reale) sulla salute di Marco e sull'esito dell'iniziativa, credo ce ne sia d'avanzo per reazioni intolleranti e aggressive. E scagli la prima pietra chi non perde mai la calma....
2. e se proprio volete saperlo, per quanto mi riguarda non ho alcuna difficolta' a pensare a Marco Pannella come a qualcosa di piu' che a un semplice "capo" di partito. La mia esperienza politica nel PR e' tale per cui il condividere le idee del Pannella ed il difenderlo dalle accuse altrui non l'ho mai vissuto come piaggeria, o becero gregarismo o supino subire l'influenza del leader. Sono un militante che difende il suo leader? Si', e allora? Ma statene certi, l'indipendenza di giudizio e la capacitß autonoma di fare e pensare politica non la si valuta certamente da come si svillaneggia in pubblico il proprio leader. E su questo avrei mille esempi da portarvi, in negativo e in positivo;
3. esiste certamente un riflesso condizionato di noi pannelliani a reagire contro chi parla male del Pannella, ma non esiste forse anche un uguale e contrario riflesso condizionato di chi nelle cose che Marco fa ci vede sempre una luce sinistra, furbettina, marpionetta, magari anche demagogica? Guardatevi allo specchio e rispondete, dopo aver respirato a fondo...E questo e' pregiudizio tale e quale al nostro (o che voi supponete essere il nostro...);
4. ebbene si, certe volte a sentir Pannella (e tutti gli altri politici) si sente un retrogusto di demagogia intollerabile. Ma attenzione: siamo sicuri che usiamo la parola demagogia in senso proprio? I demagoghi sono coloro che parlano alle folle per imbonirle ed accaparrarsi il loro assenso (leggi il loro voto) a prescindere dai contenuti che esprimono. Si considerano anche demagoghi coloro che dicono cose facili facili, che magari ripetono i luoghi comuni del popolino, senza aggiungere un ette di proprio o di spiegazione.
Non mi pare che la storia di Marco possa essere letta in questo senso, e se qualche volta l'eloquio d'antica retorica che Marco usa puo' dare sui nervi, non e' il caso di accusarlo subito di demagogia: son due cose diverse. Sempre a proposito di demagogia consiglierei una attenta lettura del testo di Monetti, qualche testo prima del presente. Mi guardo bene dal dare del demagogo all'esimio signore che non ho il bene di conoscere, ma, perdinci, che cumulo di banali verita' e' riuscito ad accumulare !
5. senso dell'umorismo e provocazione. E smettiamola, per favore, di nascondere tutto dietro queste due cose. Perche' non sempre umorismo e provocazione coprono buona fede e disponibilita' al dialogo. E non ho nessun complesso nell'affermare che non e' vero che non si spara su chi ride, o sorride, o mette in burletta le azioni altrui. Si spara eccome, perche' umorismo e provocazione sono due armi micidiali nelle mani di chi vuole denigrare.
6. Pannella ha occupato un letto comune. E chissenefrega, parlando col pardon (come si dice qui a Torino...): ma se anche avesse occupato un letto a pagamento cosa cambiava? Questo e' per Quattrocchi, ma anche per chi nella sua domanda ci ha sentito il puzzo della cattiveria. Solo chi ha la coda di paglia puo' pensare che ci sia qualcuno che pensa sempre al peggio. Sciocco anche pensare che chi fa una azione come questa non capisca il valore di andare in corsia, tra le persone come noi, perche' in questo modo il valore della sua azione acquista rilievo. E poi cosa c'entra paragonare la Fumagalli Carulli con Pannella? quella si e' rotta un braccio mica per politica......
7. In fondo Panebianco ci accusa, accusa Pannella di una cosa di cui bisogna andar fieri, cioe' di non aver fatto "complici" nella sua storia politica. Si dimentica di dire che la scelta e' stata non solo consapevole ma anche pubblica, discussa, apertamente contrastata da molti e votata nei congressi. Forse e' un eccesso di purismo, o semplicemente l'altra faccia dell'insondabile e perfido individualismo del Pannella, ma rimane il fatto che un sistema come il nostro ha avuto financo fisiologicamente bisogno di qualcuno che incarnasse, come lui ha fatto, l'intransigenza liberale.
8. Pannella e' un individualista. Non mi sembra una grande novita', noi pannelliani lo sappiamo da molto tempo. Ma non credo proprio che l'individualismo che accecherebbe Pannella non colpisca duramente chi, come i D'Alema, i Bianco, i Casini, o via enumerando, soffre dello stesso individualismo ma con i risultati politici che tutti avete sotto gli occhi. Ed e' anche vero che il nostro Paese non riconosce a Pannella il ruolo e l'importanza delle sue battaglie che ha svolto in questi anni. E' forse sbagliato chiedere rispetto per la propria immagine e per la propria storia?
Meno male che ci sono i Panebianco e i Quattrocchi. Pensate che tristezza rispondere solo ai vari Monetti..... Pero', ragazzi, un po' piu' di fantasia nel rispondere alle critiche di terzi. Credere di scovare pregiudizio e intolleranza dietro ogni critica e' francamente troppo facile -. e perdente - come difesa. No?