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Conferenza Movimento club Pannella
Partito Radicale Paolo - 7 ottobre 1995
Latinorum.
Non che serva granché, visto che nemmeno la presenza in famiglia di latinisti ha consentito al nostro divertente Schinder di apprendere molto. Ma magari è colpa dei latinisti: chissà.

Parlando o scrivendo in Italiano, la parola referendum è indeclinabile, come tutte le parole trasferite di sana pianta da una lingua ad un'altra. In proposito basti leggere lo stesso Eco, qualche paginetta di cui non do troppo precise coordinate per evitare al povero Schnider rossori eccessivi trovandole e leggendole. Paginette sferzanti nei confronti di chi - dice Eco - declina le parole non italiane, cosa che denota una certa sgradevole ostentata ignoranza. Sgradevole anche perché un asinello che casca non è sempre uno spettacolo divertente.

Ma in verità basterebbe pensarci un attimo, e sarebbe facile capire che declinare le parole importate nell'Italiano usando le regole grammaticali di un'altra lingua fa ridere.

Perché non si comprende per quale ragione debba, in Italiano, seguirsi regole grammaticali di altre lingue. E quale sia la ragione per cui tale declinare parole non italiane debba limitarsi alla sola differenziazione tra plurale e singolare.

Si pretende che le regole grammaticali latine debbano essere importate, ma solo in parte, solo limitatamente al numero: si rispetta la grammatica latina per il singolare o il plurale, ma non per quanto riguarda i casi, il dativo, l'ablativo, il genitivo... E' ovvio che fa ridere, e basta pensarci un attimo - oltre al fatto che esistono regole precise che lo vietano o sconsigliano.

Lo stesso va detto a proposito di altre lingue. La s finale che designa il plurale, in Inglese, è regola grammaticale inglese, e non va usata in Italiano: si dirà gli sport, e non gli sports. Anche se è poi vero che accade, ascoltando per radio qualche disk-jockey di quart'ordine e disertore della scuola, le s alla fine di parole inglesi, o presunte tali, purtroppo abbondano.

Non c'è dubbio, inoltre, che parlando in lingua diversa dal Giapponese nessuno declinerebbe al plurale la parola sushi, né alcuno declinerebbe la parola robot. Anche se sicuramente c'è pure quello a cui scappa il plurale robots...

E magari esiste pure qualcuno che, non sapendo come si declina la parola soviet, e pervicace nell'ignorare la regola banale della indeclinabilità delle parole importate, magari dice pure soviets; o dumas.

Manzoni diceva appunto Latinorum, sorridendo e facendosi pure scappare un cachinno (a scanso di equivoci, la parola non designa altro che una risata sonora, in Italiano).

 
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