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Conferenza Movimento club Pannella
Faccini Liliana - 7 ottobre 1995
La Repubblica - Giovedì 5/10/95 pag.1

Pasta, fagioli e referendum

di Curzio Maltese

Non è un mistero per nessuno che, a distanza di troppi anni dalle battaglie su divorzio e aborto, e nonostante l'indubbio attivismo, Marco Pannella non sia più riuscito a far parlare bene di sé.

La novità è che negli ultimi tempi non riusciva più nemmeno a far parlare male.

Tale era la noia ormai unanimamente tributata ai soliti scioperi della fame ed elenchi abrogativi e relative lagne vittimiste. Non fosse stato per l'intervento delle istituzioni più amate dagli italiani, il Quirinale e Domenica In, il Paese avrebbe beatamente ignorato l'ennesimo digiuno pannelliano e il relativo rischio di tornare a votare presto 18 referendum nuovi di pacca, fra i quali alcuni perfino sensati.

Ma a sollevare l'anziano leader dalla crisi creativa ci hanno pensato i colleghi di "Cuore".

Il settimanale verdolino ha lanciato tempo fa una raccolta di firme per altri 18 referendum, dall'abolizione del furto all'eliminazione dei semafori rossi, della corruzione, del potere di arresto del pm, dei libri scolastici eccetera.

Voleva essere un iniziativa satirica. Ma il sense of Humor della classe politica è quel che è. così la "linea Cuore" è stata subito adottata da alcuni esponenti del Polo. L'irresistibile Tiziana Maiolo, per esempio, con la proposta di abolire la legge 416 bis sui reati di associazione mafiosa, ha fatto suo, senza dirlo, il terzo referendum di "Cuore": "Abrogazione della Mafia". La Lista Pannella si è affrettata a rendere più appetibile l'elenco primitivo, già bello demagogico, con l'aggiunta dell'abrogazione del Pubblico registro automobilistico e del sostituto d'imposta, chiaramente mutuati dai punti 2 ("eliminazione del semaforo rosso e del pedaggio autostradale"), e 6 ("abrogazione del francobollo") del documento satirico.

Sfidati sul loro campo, a quelli di "Cuore" non è rimasto che contrattaccare sulla specialità di Pannella. L'altro giorno il redattore Roberto Mercanti ha inaugurato uno sciopero dell'appetito che consiste nel rimpinzarsi di pasta e fagioli, al ritmo di un cucchiaio ogni cinque minuti, finchè l'accoppiata Scalfaro-Venier non si decida a pubblicizzare i referendum di "Cuore". Nei prossimi giorni il martire del legume medita di allargare la protesta allo sciopero della sete, ingollando bottiglie dell'ormai introvabile spuma.

I comitati Pannella, convinti di "far parte di un progetto politico", hanno bollato l'iniziativa come una "patetica goliardata". Ma l'appello grottesco alla par condicio è formalmente corretto. Fino a sentenza contraria della Corte costituzionale, i 18 referendari proposti da "Cuore" valgono i ventidue Riformatori, ai quali presto si mischieranno in tutte le segreterie comunali d'Italia.

Non è neppure escluso che un bel giorno, per la democrazia, gli italiani saranno chiamati a decidere l'abrogazione della terza maestra (Lista Pannella) e della matematica a scuola (Lista Sabelli). O magari a votare in un colpo tutti e trentotto i referendum radicalcuoristi, con interessanti effetti policromatici sulle schede e nelle teste degli italiani. Sarebbe in ogni caso un record mondiale. da far invidia anche alla vicina Svizzera, forse ritenuta a torto troppo noiosa.

Chi vincerà il grandioso concorso all'insegna del motto "la satira non l'ammazza nessuno"? E' il caso di appellarsi ancora a Scalfaro o non sarà meglio far decidere direttamente la giuria del premio satira Forte dei Marmi? resiste un confine fra comicità e politica, e se sì, chi è meglio votare?

La par condicio impone equidistanza e rispetto. Entrambi, l'anziano leader e il giovane settimanale, lottano per una difficile sopravvivenza sul mercato.

 
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