Processo verbale dell'Assemblea del 4 ottobre 19951.1 A tutti i presenti sono stati consegnati i testi delle due proposte d'appello sul federalismo europeo, d'iniziativa rispettivamente di Marco Cappato e di Olivier Dupuis (4.01: parti comuni; 4.02: Cappato; 4.03: Dupuis).
1.2 La presidente dà inizio ai lavori alle 19h15, ponendo in votazione l'ordine del giorno recante:
1. Approvazione dell'ordine del giorno;
2. Brevi comunicazioni della Presidente e del Tesoriere;
3. Resoconto sintetico della delegata del Club sui lavori e sulle decisioni dell'ultimo Consiglio generale del Movimento;
4. Presentazione e discussione della proposta del Direttivo del Club di lanciare un appello sul federalismo europeo in previsione della CIG del 1996;
5. Discussione sugli orientamenti e sulle prossime iniziative del Club e conseguenti decisioni dell'Assemblea;
6. Varie ed eventuali.
1.3 L'ordine del giorno è approvato.
2.1 La presidente svolge la sua relazione, sottolineando l'importanza dell'iniziativa di cui al punto 4 e premettendo che, non essendo prevista una quota d'adesione al club, le casse non possono che essere vuote.
2.2 Il tesoriere illustra sinteticamente la situazione finanziaria del club, aggiungendo che l'assenza di una quota d'adesione è compensata dal fatto che le poche spese del club sono sostenute dal gruppo parlamentare.
3.1 La delegata illustra brevemente i lavori del consiglio generale del Movimento, spiegando i motivi del digiuno del Presidente e di altri esponenti del Movimento e del rilancio della campagna referendaria.
3.2 A.Crea tratta del diritto di voto degli italiani all'estero e propone d'inviare un messaggio di solidarietà a M.Pannella: l'Assemblea approva.
4.01 Parti comuni ai due appelli:
I. L'Unione Europea cosi' come Maastricht l'ha voluta sta mancando ad uno ad uno gli appuntamenti ai quali la storia l'ha chiamata.
II. L'impotenza rispetto al conflitto in ex-Jugoslavia e l'incapacità di rispettare le scadenze previste per la libera circolazione delle persone sono le manifestazioni più evidenti dell'inadeguatezza dell'attuale assetto istituzionale dell'Unione.
4.02 Appello Cappato:
Aggiunta al paragrafo II: Lo stesso obiettivo della moneta unica appare a rischio senza il parallelo sviluppo di un vero e proprio "governo economico europeo".
III. Nella piena convinzione che l'incertezza dell'attuale processo di integrazione rappresenti in realtà un retrocedere rispetto all'evoluzione dello scenario mondiale, noi, cittadini "anche" europei, riteniamo che una riforma profonda delle fondamenta stesse dell'Unione sia necessaria ed urgente per restituire all'Europa la capacità di dare risposte di "governo" ai grandi problemi "transnazionali" della nostra epoca.
IV. Noi sottoscritti uniamo dunque le nostre voci nella speranza che il processo di revisione dei Trattati, previsto nel '96 con la convocazione di una Conferenza intergovernativa, arrivi a definire un'Unione più ampia, costituzionalmente determinata e visibilmente rappresentata, operante attraverso un processo decisionale semplificato e democratico. Un'Unione Europea che si assuma la responsabilità di rafforzare lo Stato di diritto nei Paesi usciti dal totalitarismo, come hanno domandato XXX europarlamentari e XXX parlamentari nazionali aderendo all'appello per l'adesione immediata della Bosnia all'Unione.
V. Chiediamo inoltre una modifica dei Trattati che renda possibile, ai Paesi che ne abbiano la volontà, di andare oltre e di dare vita all'Unione Federale Europea (Stati Uniti d'Europa?, Federazione Europea), con 1 Presidente eletto, 1 governo responsabile, 1 Parlamento, 1 moneta comune e la competenza esclusiva nel campo della politica di difesa). Una "grande riforma" delle istituzioni, della società e della politica, che abbia l'ambizione di garantire ai cittadini europei, e non solo a loro, scelte coraggiose per un futuro di pace e di libertà'.
4.03 Appello Dupuis per un altro 1996
Aggiunta al II paragrafo: Nulla di meglio è lecito attendersi per quanto riguarda l'obiettivo della moneta unica, che già da ora è oggetto di proposte di rinvio e di revisione.
III. Nella piena convinzione che i colpi di freno all'attuale processo di integrazione europea rappresentino in realtà un retrocedere rispetto all'evoluzione frenetica dello scenario mondiale, noi riteniamo che alcune poche ma precise e profonde riforme delle istituzioni e delle politiche dell'Unione siano indispensabili ed urgenti per restituire all'Europa la capacità di dare risposte di governo ai grandi problemi del nostro tempo, problemi che sovrastano con ogni evidenza e sempre di piú la dimensione nazionale.
IV. Rispetto a tali esigenze, la preparazione della Conferenza intergovernativa del 1996 sta oggi avvenendo in un preoccupante vuoto di obiettivi, ambizioni e speranze.
V. Al fine di tentare di evitare che essa si concluda con un nulla di fatto, invitiamo i capi di Stato e di governo, i membri della Commissione e del Parlamento nonché tutti i cittadini ad unirsi perché vengano approvate, come obiettivo minimo, le seguenti riforme:
1. Attribuzione della responsabilità della gestione della Politica Estera e della politica di Sicurezza Comune (Secondo Pilastro) al presidente e ai due vicepresidenti della Commissione;
2. Creazione di una diplomazia europea esclusiva per tutti quei Paesi del mondo dove almeno 4 Stati non sono oggi rappresentati;
3. Iscrizione nei Trattati di una politica europea umanitaria comune;
4. Comunitarizzazione della politica interna (Terzo pilastro);
5. Adozione di una lingua veicolare europea neutra rispetto alle lingue parlate nei vari stati membri;
6. Iscrizione nei Trattati di una politica europea industriale comune;
7. Istituzione di un piano energetico europeo;
8. Creazione, nel quadro delle istituzioni europee, di un emittente "Voice of Europe" in grado di fornire vera informazione i cittadini dei Paesi totalitari.
4.1 La presidente illustra il punto n. 4, precisando l'oggetto, i mittenti e i destinatari dell'appello; apre quindi il dibattito sulle proposte d'appello, dando la parola a M.Cappato, il quale espone l'ipotesi di far patrocinare l'appello al Partito radicale.
4.2 Olivier Dupuis spiega quella che considera la differenza di fondo sui tempi specifici d'attuazione delle due proposte (Cappato successiva alla CIG, Dupuis precedente), sostenendo che si debba influenzare la CIG.
4.3 Germano Verderame ritiene il testo Cappato riduttivo, preferendo quello Dupuis, e respingendo l'idea di due Europe.
4.4 O.Dupuis considera che si debba avere obiettivi precisi per la CIG, ma che in seguito ognuno dei partecipanti debba restare libero.
4.5 Giuseppe Scognamiglio ritiene giusto definire i punti fondamentali da sottoporre alla CIG, ma anche che, in caso di fallimento di quest'ultima, sia necessario sostenere i paesi federalisti.
4.6 Germano Verderame considera l'idea di doppia velocità come una minaccia verso i titubanti.
4.7 Simona Gatti si dichiara d'accordo sull'iniziativa. Occorre rivedere i testi. Piuttosto che parlare di due velocità, ritiene sia meglio definire il messaggio minimo che s'intende far passare. Allargamento pericoloso in queste condizioni.
4.8 O.Ratti non trova i due testi tanto distanti. Il punto sono proprio le due velocità. Bisogna vedere oltre la CIG. Propone di far seguire ad una lista di obiettivi essenziali l'appello di Cappato.
4.9 A.Crea: Chiunque dice ormai qualunque cosa sulla CIG. Bisogna qualificare l'appello e farlo patrocinare dal PR., essendo la problematica transnazionale. Preferisce Dupuis, migliore dal punto di vista formale. Obiettivi d'avanguardia senza fare le veggenti.
4.10 Scognamiglio: Sí alla chiusa di Cappato.
4.11 F.Cupini: D'accordo con Olivia: le due velocità esistono già. La campagna deve svilupparsi nella direzione opposta a quella ormai intrapresa dalla CIG.
4.12 Dupuis: La nuova Europa sarà per forza molto flessibile e quindi la tendenza sarà orientata verso il minimo. Resistenza clandestina, per poi lanciare una grande campagna. Difende l'esperanto come mezzo per fornire al cittadino una percezione dell'Europa. Esperanto provocatorio.
4.13 G.Caratti: E' utile definire ciò che s'intende per federalismo. I punti proposti richiedono una notevole discussione.
4.14 Isabella Marzullo: Coinvolgere esperti.
4.15 Presidente: Occorre mettere a punto il testo entro novembre. Stasera occorre raccogliere proposte.
4.16 Germano Verderame: L'esperto può non condividere le nostre opinioni.
4.17 A.Crea: Contro l'esperto. Affatto d'accordo con Germano: l'appello dev'essere provocatorio ma non illusorio. Promuovere piuttosto l'insegnamento gratuito delle lingue comunitarie.
4.18 Olivia Ratti: Contro gli esperti. Propone un rapido giro di tavolo per raccogliere opinioni. Base Olivier piú Cappato. Rispetto al testo, ricorda che -al pari di Maastricht- neanche l'Atto unico fu soddisfacente: perché criticare solo M.? Gerarchia dei punti: 1) voto a maggioranza; 2) gerarchia delle norme; 3) PESC alla Commissione. Chiarire il 6· punto (politica interna). Politica industriale: ma l'ambiente?
4.19 Cappato: ha consultato PV Dastoli: Politica estera dell'unione e sua diplomazia. Presidente dell'Unione = Presidente della Commissione. Gerarchia delle norme = divisione dei poteri. Punti: se l'appello serve ad aggregare nomi per poi raccogliere firme su un altro appello; è una cosa; se invece il testo ha l'ambizione di servire per raccogliere anche le firme dei parlamentari, andrebbero escluse "provocazioni" varie.
4.20 F. Cupini: Occorre parlare dei cittadini e dei loro diritti. Perplesso sulle politiche industriali.
4.21 Marco Berti: Capire lo scopo e la funzione dell'appello. Sforzo di sintesi (due o tre punti), trattare degli aspetti istituzionali, piuttosto che di singole politiche. Identificare i punti-chiave.
4.22 O. Dupuis: D'accordo con Marco Berti. Nascondere l'esperanto tra le righe.
4.23 Ernesto Caccavale, deputato europeo iscritto al club, illustra lo scenario della campagna elettorale a Napoli: effetto deflagrante della candidatura di Marco Pannella, tanto piú che gli altri due candidati sono intercambiabili. Punto 6 dell'appello Dupuis: rischio di travolgimento da parte dell'aldilà del Mediterraneo; ribilanciare la Comunità verso Sud.
4.24 On. Florio (FI): I due appelli presentano una comunanza di punti con un documento che FI sta predisponendo. C'è il rischio d'essere fagocitati dal nucleo franco-tedesco.
4.25 La presidente riassume il dibattito, deducendone un indirizzo generalmente condiviso a favore dell'adozione del testo base Dupuis con l'aggiunta delle considerazioni di Cappato sulla fase post-CIG. Punti: PESC (diplomazia e politica umanitaria comuni); gerarchia delle norme - voto a maggioranza; politica interna e della giustizia (immigrazione). Esperanto problema aperto.
4.26 Olivia Ratti riprende le osservazioni di F. Cupini sulla cittadinanza.
4.27 La presidente annuncia che il direttivo elaborerà, tenendo conto del dibattito dianzi concluso, un testo di sintesi delle due proposte, affinché la prossima Assemblea (che avrà luogo durante la seconda quindicina di novembre) possa assumere le necessarie determinazioni.
4.28 Infine Adriano Sarvia, osservatore, sottolinea l'importanza di far percepire ai cittadini l'essenza delle istituzioni europee.
4.29 Il punto 5 essendo stato assorbito nel punto 4 e non essendovi varie o evenuali, la presidente dichiara chiusa l'assemblea alle 21h15.
Il segretario dell'Assemblea,
Emilio Colombo.