BATTAGLIA: E' scaduto la scorsa notte il termine per 18 quesiti ma i Riformatori tornano alla carica: li ripresenteranno aggiungendovi altre quattro proposte abrogative. Il leader: "Sospendo la mia protesta perché sono ormai centinaia i parlamentari di ogni colore che condividono la mia analisi storica"
REFERENDUM, PANNELLA RILANCIA A 22
Sospeso lo sciopero della sete. Dal 6 ottobre la nuova raccolta firme.
Per ora non ce l'hanno fatta.. Cinquecentomila firme, questa volta, sono troppe per i pannelliani. troppi come i loro referendum, sui quali però non demordono. Il 6 ottobre ripartiranno da zero, alla ricerca di undici milioni di autografi: cinquecentomila per ognuno dei ventidue quesiti già depositati in Cassazione.
Quando a mezzanotte sono scaduti i termini per questo loro primo tentativo di raccolta firme, i pannelliani (aiutati dai militanti di Forza Italia) hanno potuto contare in media meno di quattrocentomila firme su ogni quesito referendario.
Così, Pannella ha smesso lo sciopero della sete, tentando poi di trasformare un'evidentissima sconfitta in una sonante vittoria: "Sospendo la mia protesta - ha dichiarato il leader dei Riformatori - perché sono ormai centinaia i parlamentari, di ogni famiglia politica, che condividono la mia analisi storica".
In effetti, l'appello a Scalfaro preparato dai parlamentari di diversi gruppi politici ha ricevuto ieri adesioni importanti, come quella di Silvio Berlusconi e del capogruppo progressista al Senato Cesare Salvi. Per questo Pannella può dire che "non c'è più silenzio sulla questione dell'informazione in Italia". E aggiunge: "Ho saputo che il Capo dello Stato vivrebbe in qualche misura come un ricatto questa mia iniziativa non violenta, per questo torno ad assumere acqua. Attendo sempre che al livello della legalità massima ci sia un riconoscimento, perché questa sarà la garanzia che tutto non si possa ripetere".
La campagna di raccolta delle firme ha avuto un andamento ben evidente. L'impennata c'è stata solamente negli ultimi giorni quando, grazie agli spot televisivi, all'appoggio dichiarato da Forza Italia e alla spettacolare protesta di Pannella, ai tavolini sono state raccolte più di duecentomila firme.
Ora la ripresa della campagna avverrà sull'effetto dei riflettori accesi. Le tv martelleranno e la stragrande maggioranza degli italiani sarà costretta ad occuparsi di ventidue questioni (alcune importanti, altre decisamente futili) che interessano una piccola minoranza. Se dovesse ripetersi l'insuccesso nella raccolta delle firme, lo spazio politico del referendarismo pannelliano sarà definitivamente rifatto ad un livello prossimo allo zero. Pannella sente di avere tutti ai suoi piedi: "Avverto la commovente e sorprendente adesione politica ad un'analisi della situazione dell'informazione in Italia, che in passato era stata esclusivamente nostra, attraverso le adesioni a un testo politico che non è di solidarietà a Pannella, ma di adesione politica piena".
Contro i referendum di Pannella si continua a schierare Rocco Buttiglione. Il segretario dei Cdu avverte: "Pannella vuole che gli italiani firmino i referendum, ma noi non siamo entusiasti. Non pensiamo che il bene della patria si trovi sempre dove Pannella, pur con grande generosità, vuole che sia.
Non ci sentiamo ricattati da quanto sta succedendo. Noi questa battaglia di Pannella proprio non la condividiamo".
Anche l'Arci-caccia critica duramente il leader dei Riformatori: "Pannella non tollera il rifiuto venutogli dalla volontà popolare e cerca una capro espiatorio (la solita tv) per giustificare il fallimento della sua strategia politica". In una nota della direzione nazionale, l'Arci-caccia aggiunge: "Adesso il Club Pannella-Riformatori, non pago della nuova sconfitta e infischiandosene della volontà popolare che lo ha appena bocciato, propone di rilanciare da capo la logora melina il 6 ottobre, con una interpretazione assai opinabile delle norme che regolano la materia. La cosa è molto grave - conclude l'Arci-caccia - perché la presunzione con cui si vuole sfidare la volontà popolare finirà per distruggere l'interesse dei più per lo strumento referendario che è, e deve restare, uno dei pilastri della democrazia".
Queste le poche voci in dissenso, che provano a cantare fuori dal coro che oggi esalta Marco Pannella e le sue battaglie. Ora il leader radicale si affiderà, di nuovo, alla tanta vituperata televisione. Alla mezzanotte, scaduti i termini per la prima raccolta delle firme, una battaglia è stata vinta. Ma la guerra è ancora lunga: dal 6 ottobre si ricomincia.