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Conferenza Movimento club Pannella
Partito Radicale Rinascimento - 26 marzo 1996
IL TEMPO 25 MARZO 1996

GASPARRI: "SI AL DIALOGO CON PANNELLA PER L'AFFERMAZIONE DEI PROGRAMMI COMUNI"

Parla il coordinatore di AN. "Lo sosterremo, ma anche lui faccia lo stesso".

"Il presidenzialismo e il sistema uninominale a un turno come "ponte" tra il Polo - e più segnatamente - oltre a Forza Italia, la componente di Alleanza Nazionale e i Club Pannella. Il leader dei Riformatori, dal palco dei lavori del Consiglio generale dei Riformatori, ha anche lanciato a nome dei convegnisti "un vivo plauso e ringraziamento" al Guardasigilli Vincenzo Caianello per le sue "coraggiose, vigorose dichiarazioni sulla necessità di riforme per la Giustizia", tese al sostegno "di una riforma uninominale, antipartitocratica e anticorrentizia della nomina dei componenti del Csm", in quanto "raggiunge una proposta ultra decennale del Partito Radicale suffragata da oltre 700.000 firme e riproposta con un nuovo referendum". Pannella ha detto anche di apprezzare la scelta di Caianello a favore della separazione delle carriere dei giudici e dei magistrati inquirenti". In riferimento ai temi politico programmatici di questa campagna elettorale, Pannella ha chiesto a Berlusconi un impegno sulla riforma in s

enso presidenzialista del sistema politico italiano, offrendo nel contempo a Fini e alla base di An una mano tesa per un'intesa sulle grandi prospettive politiche. Ieri il coordinatore di An, Maurizio Gasparri, si è recato di persona ai lavori del Movimento Generale Club Pannella-Riformatori.

D: O. Gasparri, cosa è andato a dire ai "pannelliani"? C'è davvero "affinità" tra i Riformatori e Alleanza Nazionale?

R: Constato che ci sono spazi per un dialogo politico e convergenze su alcune battaglie. Adesso che è finito il mercato delle candidature - come ha giustamente fatto osservare lo stesso Pannella - dobbiamo lavorare insieme per l'affermazione dei programmi comuni in cui crediamo.

D: Ma le distanze che vi separano su alcuni temi rilevanti, liberalizzazione delle droghe leggere e difesa della vita, restano incolmabili.

R: Certamente. Infatti stiamo privilegiando l'aspetto politico dei problemi. Per quanto riguarda la droga, loro vogliono, e noi siamo d'accordo, un confronto internazionale sul problema. Più in generale, rilevo che il programma del Polo per le Libertà è stato redatto tutti insieme, da D'Onofrio, Buttiglione, Urbani, Del Debbio e me, anche con il riformatore Strik Lievers come osservatore.

D: Perchè poi la rottura?

R: In sostanza Pannella non voleva il Polo appiattito, così afferma lui, sull'ex Dc; voleva una pari dignità nelle candidature nei collegi tra Club Pannella e Ccd-Cdu. E dire che gliene avevamo dati 40-45, tra buoni e meno buoni. Io poi, avevo proposto di offrire a lui stesso il collegio di Vittorio Dotti a Milano.

D: E adesso vi state ravvicinando.

R: Sul presidenzialismo all'americana e maggioritario ad un turno siamo concordi, ma ho fatto osservare loro che in Parlamento ci sono difficoltà per arrivare a questo traguardo e che fra il sistema francese e il caos all'italiana, a questo punto, preferirei il primo. Se poi c'è l'appoggio in Parlamento per il sistema americano meglio.

D: Pensate di ottenerlo?

R: Fini ha già detto che il Polo farà un pubblico appello affinchè al Senato gli elettori di Palermo 5 votino per Milio e per Amato al collegio 19 di Avola. In questi due collegi infatti la Cassazione ha respinto per motivi formali le candidature del Polo. Quindi è giusto che i nostri elettori travasino i loro voti sui Riformatori, venga fatto dai Club Pannella. Vogliono veramente che in Parlamento entri una forte componente presidenzialista? Allora, riversino i loro voti sui candidati del Polo.

D: Un'ultima considerazione: non teme che questo riavvicinamento induca poi Pannella a chiedere, in caso di vittoria del Polo, un Ministero tutto per sè come già è accaduto quando reclamava la Farnesina?

R: Non mettiamo il carro davanti ai buoi. Pannella adesso non ha fatto discorsi in questo senso. Il nostro è un dialogo politico. Non stiamo parlando di poltrone.

 
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