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Conferenza Movimento club Pannella
Partito Radicale Web - 25 aprile 1996
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-- MESSAGE --

bp@agora.stm.it>; Wed, 24 Apr 1996 11:19:55 GMT

Date: Wed, 24 Apr 1996 11:19:55 GMT

Wed, 24 Apr 1996 11:19:41 +0200 (WET-DST)

X-Sender: leoncinim@unisi.it (Unverified)

To: web.clubp@agora.stm.it

From: Mario Leoncini

Cari amici, ho votato radicale dal 1976 al 1992 (nel 1979 sono stato anche

candidato alle comunali qui a Siena).

Mi sono allontanato da voi (come moltissimi altri, potrei farne un elenco

sterminato) per l'incredibile svolta a destra del '92.

Mi dispiace che dopo tante battaglie siate finiti a elemosinare voti ai

missini e mi chiedo chi vi abbia votato se eliminiamo l'aiuto di AN che, a

quanto ho sentito dalla vs radio, e' stato notevole.

Triste davvero la vs fine. Vedo nel vs sito che portate avanti ancora Grandi

Battaglie di Civilta' come l'abolizione della trattenuta sindacale in busta

paga (sic!).

Be', insomma, tra i democratici la vs credibilita' e' ormai zero.

Mario Leoncini

-- END OF MESSAGE --

-- MESSAGE --

id OAA25377 for ; Wed, 24 Apr 1996 14:59:24 GMT

(1.38.193.5/16.2) id AA06236; Wed, 24 Apr 1996 15:02:45 +0200

Date: Wed, 24 Apr 1996 15:01:53 +0200

From: Lorenzo Minganti

Organization: Università di ferrara

To: web.clubp@agora.stm.it

Subject: Messaggio

X-Url: http://www.riformatori.stm.it/toc.htm

Marco....

LEGALIZZALA!!!!

-- END OF MESSAGE --

-- MESSAGE --

6147 for ; Wed, 24 Apr 1996 19:08:33 GMT

id AA03306; Wed, 24 Apr 1996 18:08:19 0100

From: nobody

Date: Wed, 24 Apr 96 18:08:16 100

Subject: Form posted from Mozilla

Apparently-To:

Prodi

Prodi e' il classico pompato da altri, combattuto da molti del suo stesso campo, che le circostanze vorranno capo del governo, ma senza particolari risorse nascoste o capacita' di autonomia che possano portarlo ad elevarsi sopra il blocco che lo esprime, e che lui esprime.

Il blocco che lo sostiene gli chiede e gli chiedera' l'impossibile:

- non ridurre le spese correnti degli apparati statali e parastatali e dei mille sussidi elargiti ad interessi grandi e piccoli perche', se cosi' facesse, colpirebbe gli interessi del blocco sociale che lo esprime;

- aumentare le uscite per il clientelismo rispetto sia a strati popolari che agli interessi industriali, finanziari, professionali, che lo hanno imposto e che ora presenteranno il conto.

Non potra' aumentare l'efficienza fiscale perche' non potra' colpire gli strati burocratico-parassitari che sosteng!

ono lui ed i partiti che renderanno possibile la nascita del suo governo ed un minimo di maggioranza parlamentare. Se aumentera' la pressione fiscale su chi gia' paga si trovera' di fronte alla ribellione del Nord ed all'impopolarita' su tutta la penisola; e gli mancherebbe un minimo di maggioranza.

Contemporaneamente senza ridurre - come, con gli alti livelli di spesa corrente? - il debito pubblico si puo' sognare sia l'Europa che la benevolenza dei mercanti finanziari. Pur non essendogli avverso nessuno, all'estero, la stampa internazionale sta gia' ora evidenziando come senza i bertinottiani o la Lega non si faccia il governo e come gli uni vogliano l'aumento dello statalismo e gli altri l'indipendenza del Nord. Inoltre la lira, in previsione di una vittoria - seppur di misura - del centro-destra, era stata fatta andare su - sia dai centri finanziari nazionali che grazie alla collaborazione dell'impero germanico che vuole i mercati italiani ma non un'Italia liberista che diverrebbe immediatamente un temibile concorrente - , ed ora non puo' che andare giu', anche e soprattutto perche' il capitalismo parastatale - Fiat, etc. - ha l'ossigeno delle esportazioni solo con la lira debole.

Inoltre, come gia' accennato, e per quello che puo' contare - ed in effetti conta - il ruolo della personalita' nella storia, caratterialmente Prodi non e' persona da combattimento o che le difficolta' possano stimolare positivamente. Gia' ora mi sembra piu' propenso alle sbruffonate che a governare effettivamente. Lui e' quello che e' . I partiti che lo sostengono sono quello che sono. La base sociale di clienti - di tutte le classi e di tutti gli strati - , che vorrebbero tutto continuasse come prima, e' quella che e' .

Non vedo un gran futuro per lui, se non il futuro - e l'assenza di futuro per la penisola italica - che puo' garantirgli una opposizione che anziche' costruire un progetto egemone liberista e libertario, si racchiuda nel parlamentarismo routinario, nei piccoli compromessi, negl scambi consociativi.

I commentatori piu' intelligenti lo hanno gia' detto tra le righe o tra i denti che Prodi e la sinistra demosinistra e bertinottiana sono fottute, e neppure sul lungo periodo. Ma questo non implica nessun automatismo ottimistico perche' con democristiani riunificati e rigonfiati, un partito diniano-scalfariano ed un programma di pura sussistenza, qualcuno gia' sta cominciando a preparare una alternativa conservatrice e moderata che garantirebbe solo la sopravvivenza di questo paese come colonia della locomotiva dell'Europa, e nulla piu', come sempre. Sconfitto - anche se i numeri che hanno sono quelli che sono - l''edonismo americaneggiante' ed il %91fascismo ora giocheranno la carta del %91la destra non poteva governare, la demagogia di sinistra ci impedisce di farlo'. Il centro dell'immobilismo c' e' gia'. Devono solo allargarlo e dargli un minimo di !

possibilita' di manovra - che oggi non ha - per garantire un minimo di sopravvidenza dell'economia ed un minimo - solo un minimo - di compatibilita' internazionali da paese semicoloniale.

Roberto Scaruffi

rscaru@essex.ac.uk

-- END OF MESSAGE --

-- MESSAGE --

or ; Wed, 24 Apr 1996 23:11:30 GMT

Date: Wed, 24 Apr 96 22:13:45 -0700

From: sergio zeuli

To: web.clubp@agora.stm.it

Subject: (no subject)

non ho niente da dirvi, ma proprio niente. Ed è speculare perchè anche

voi non avete da dire niente, fa bene Pannella a parlare del passato

quando (vedi dieci referendum del '79) aveva ancora qualcosa da dire,

oggi, temo, siate assolutamente inutili. Io credo dobbiate lavorare molto

per recuperare una credibilità politica ed una posizione sui temi dei

diritti civili più netta e meno raffazonata di quella che , negli ultimi

dieci anni avete messo in piedi.E d'altronde è anche tempo che qualche

altra testa pensante, oltre a Pannella, abbia maggiore spazio nel vostro

partito. Pensate che quando ero iscritto io gli iscritti erano, fra gli

altri, Leonardo Sciascia e Calvino, ma figuriamoci! oggi scapperebbero.

-- END OF MESSAGE --

-- MESSAGE --

stm.it>; Thu, 25 Apr 1996 01:15:40 GMT

Date: Thu, 25 Apr 1996 01:14:27 +0200

From: Francesco

To: web.clubp@agora.stm.it

Subject: dissolvenza

X-URL: http://www.riformatori.stm.it/toc.htm

E' BELLO SAPERE CHE NON CI SIETE PIU'.

Francesco

-- END OF MESSAGE --

-- MESSAGE --

r 1996 01:35:32 GMT

From: ricesrm@mbox.vol.it

(1.39.111.2/16.2) id AA153779056; Thu, 25 Apr 1996 01:37:36 +0200

X-Sender: ricesrm@mbox.vol.it

Date: Thu, 25 Apr 1996 01:38:27 +0200

To: gianfranco.fini@alleanza-nazionale.it, casinip@diginet.it,

palombi@diginet.it, mastella@diginet.it, web.clubp@agora.stm.it,

r.radicale@agora.stm.it, lettere@forza-italia.it

Subject: appello SOS ISPE

A: Ministro del Bilancio, Ministro dell'Universita' e Ricerca Scientifica,

membri Commissioni Parlamentari Bilancio e Ricerca, responsabili ricerca dei

Partiti, responsabili ricerca dei Sindacati, principali quotidiani, pubblica

opinione (tramite sito Internet), Presidente e Comitato Amministrativo ISPE

Inviamo copia dell'appello pubblico sottoscritto dalla maggioranza dei

ricercatori dell'ISPE insieme alle altre componenti del personale in cui si

denuncia la grave situazione dell'Ente e si auspica un fattivo

interessamento per la soluzione dei problemi esposti.

I sottoscrittori dell'appello

Roma, 21 aprile 1996

Per eventuali contatti si puo' fare riferimento a Fernando Di Nicola o Carlo

Milana, tel: 06-6836.1, fax:6836422, email: ricesrm@mbox.vol.it

Appello per l'Istituto di Studi per la Programmazione Economica (ISPE)

L'ISPE, Istituto di Studi per la Programmazione Economica, e' un ente di

ricerca pubblico cui la legge affida il compito di effettuare "studi e

ricerche utili per la politica economica e sociale, con particolare

riferimento a quelli di medio e lungo periodo". Suoi referenti sono il

Governo, il Parlamento, e piu' in generale gli studiosi ed operatori di

politica economica e la collettivita'.

Sul piano regolamentare e statutario, l'autonomia dell'Istituto rispetto al

potere politico non si traduce ne' in autogoverno, ne' in una reale

autonomia organizzativa, essendo gli enti di ricerca pubblici sottoposti

alla burocratizzazione derivante da un'applicazione indiscriminata e spesso

maldestra del D. Lgs. 29/93. Ne deriva un potere accentrato oggi

sostanzialmente nelle sole mani del Presidente di turno, nominato

indipendentemente da una qualsiasi forma di partecipazione del personale di

ricerca, in un quadro di vincoli che mal si adatta all'attivita' di ricerca.

In tal modo, la crescente dicotomia tra ricerca pubblica universitaria (con

completo autogoverno) e non universitaria (con completa etero-direzione)

mette in discussione ed allontana quella positiva osmosi ed analogia tra i

due ambienti nel quadro della pari dignita', che costitui' uno degli

obiettivi della nascita del Ministero unificato dell'Universita' e della

Ricerca Scientifica.

Per quanto concerne l'ISPE, poi, l'attuale presidenza di Fiorella Padoa

Schioppa Kostoris ha notevolmente accresciuto i problemi preesistenti. In

aperto contrasto con le disposizioni di legge che impongono una chiara

separazione delle funzioni di indirizzo-controllo e di direzione-gestione,

e' stata messa in atto una direzione dell'Istituto basata su personalismo,

abnorme accentramento dei poteri, dannosa e pregiudiziale conflittualita'

con i dipendenti dell'Istituto, pesanti vincoli alla diffusione delle idee

ed alla ricerca interna, annullamento di ogni parvenza di autonomia, di

progettualita' e di libero intervento dei ricercatori dell'Istituto nel

dibattito di politica economica.

La situazione attuale prefigura percio' una sostanziale riforma

extra-legislativa delle stesse finalita' dell'ISPE, contestata piu' volte da

singoli o gruppi di dipendenti, da parlamentari e da tutte le organizzazioni

sindacali del comparto ricerca, che hanno ripetutamente manifestato la loro

piena e motivata sfiducia verso questa Presidenza e verso il progressivo

snaturamento e ridimensionamento del ruolo dell'Istituto; tali contestazioni

hanno trovato finora solo un parziale riscontro nell'indagine ispettiva

dell'ex Ministro del Bilancio Pagliarini, il cui esito di sostanziale

conferma dell'eccessivo accentramento e del clima sfavorevole all'attivita'

di studio non ha dato origine ad alcuna azione correttiva, mentre si e' anzi

verificato un aggravamento progressivo della situazione.

A questo punto e' urgente che il Governo, il Parlamento, i Partiti e

l'opinione pubblica si interroghino sull'opportunita' di continuare ad

impiegare risorse materiali ed intellettuali in questo modo (la sola

struttura di supporto diretto all'attivita' della Presidente ha un costo

intorno al mezzo miliardo di lire su soli 8 complessivi di dotazione, mentre

l'Istituto soffre un pesante danno netto in termini di attivita' e di

risultati di ricerca).

Chiediamo ed auspichiamo pertanto:

a) un cambio degli attuali vertici dell'Istituto all'ormai prossimo scadere

del mandato, con un nuovo Presidente aperto al decentramento ed alla

partecipazione della comunita' scientifica interna, nel quadro di un

rapporto costruttivo con l'insieme del personale e di regole certe;

b) che gli organi di vigilanza istituzionalmente preposti (Ministro del

Bilancio, Commissioni Parlamentari, Corte dei Conti) svolgano pienamente le

funzioni ad essi affidate dalla legge, correggendo le numerose deviazioni e

forzature verificatesi nell'ultimo triennio;

c) una rapida riforma dei regolamenti dell'ISPE, che confermando gli scopi

di ricerca indipendente ma utile alla politica economica e sociale del

paese, persegua coerentemente un mix di autogoverno parziale, decentramento

e piena autonomia organizzativa, sempre nel quadro di indirizzi stabiliti

dal Governo e dal Parlamento.

ISPE, 21 aprile 1996

seguono nomi e firme dei dipendenti:

Fernando Di Nicola, Carlo Milana, Gaetano Proto, Marco Di Marco, Giuliano

Toso, Cesare Donnhauser, Paolo Dozin, Alessandro Solipaca, Claudio

Massimo Cesaretti, Domenico Balestriere, Angelo Fusari, Giampaolo Russo,

Annalisa Cicerchia, Isidoro Specioso, Aldo Gandiglio, Rosetta Salvini, Anna

Coen, Isabella Pierantoni, Fabio Bacchini, Girolamo Colantoni, Attilio

Nervegna, Nicola D'alessandri, Emanuele Ottone, Luigina Savelli, Mario Cavallo,

Luisa Contardo, Renzo Frinolli Puzzilli, Marcello Colajanni, Antonio

Mancini, Michele Dall'Occo, Maria Desando.

PS: l'appello ed altre informazioni sull'ISPE sono presenti anche sul sito

internet: http://www.excalhq.it/ispe/sos_ispe.html

-- END OF MESSAGE --

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