DICHIARAZIONE DI MARCO PANNELLA
LE CICALE HANNO FRINITO, E AVRANNO BEN PRESTO VISSUTO LA LORO STAGIONE DI CICALE. NOI ANDREMO AVANTI, A COMINCIARE DA QUEL CHE E' RISULTATO OBBLIGANTE E IMPORTANTE PUR NELLA SCONFITTA CHE ABBIAMO CONDIVISO CON IL POLO E CHE ABBIAMO SALVATO DALLA DISFATTA.
QUALCHE DATO, NON DISPIACCIA A 'ESPERTI', COMMENTATORI DEL NULLA E MASTICATORI DI OVVIETA' DI SERVIZIO.
'Troppe cicale hanno frinito, e troppi 'esperti' hanno taciuto - per convenienza non deolontologica ma opportunistica - i risultati delle loro esperienze.
I dati elettorali, confermano nell'aridità dei numeri, quel che logica politica ha suggerito e suggerisce sugli errori e sul dilettantismo che hanno causato la sconfitta del Polo e della nostra intesa con esso.
Una semplice e tassativa constatazione, numericamente e aritmeticamente incontestabile, porta alla constatazione che in 44 casi gli eletti del Polo lo sono stati per l'apporto determinante della 'Lista Pannella-Sgarbi', mentre 11 candidati non sono stati eletti per il mancato trasferimento dei nostri voti su di loro. Un saldo attivo, quindi, di 33 eletti: lo spazio che intercorre tra una sconfitta e una disfatta.
Vi sono poi molti altri fatti, marginali ma consistenti, che rendono questa constatazione molto al di sotto di valutazioni piu' ricche e complesse. Basta indicare il fatto che in 6 regioni anche nel proporzionale i voti della Lista Pannella-Sgarbi sono andati a liste del Polo.
Quel che so, ora, è anche altro: nelle condizioni date, con le scelte apparentemente contradditorie e masochistiche fatte, 825.000 voti andati nel proporzionale alle nostre liste, costituiscono un patrimonio e una forza politica che non intendo minimamente corrispondere, sperperare, sottovalutare. Non siamo nemmeno alla lontana una forza come fu il PSIUP che, avendo anch'esso mancato una sua rappresentanza parlamentare, con lo stesso numero di voti, si dissolse dall'oggi al domani. Nella sconfitta politico-elettorale, questo risultato mi da maggiore convinzione e determinazione nell'avvertire il dovere e la possibilità di andare avanti, di rilanciare la nostra impresa storica e politica. Molti di coloro che hanno ieri celebrato, e celebrano, con il silenzio o con dei Miserere, la nostra scomparsa, apparendo invitti e invincibili, a cominciare dai tenutari delle grandi testate 'giornalistiche' italiane, televisive o stampate, e dei titolari dei 'poteri forti' continueranno ad accorgersi che sono stati, sono,
e non piu' a lungo, resteranno quel che sono: nulla'.